“Sapevano tutto il 12 febbraio”. Il report segreto inguaia Conte

“Sapevano tutto il 12 febbraio”. Il report segreto inguaia Conte

30 Agosto 2020 1 Di direzione

Spunta lo studio sul tavolo del governo che già il 12 febbraio prevedeva fino a 60mila morti. L’opposizione: “Incapaci, non hanno fatto nulla”

Mercoledì 12 febbraio per il Ministero della Salute era prevista un’agenda fitta di impegni importantissimi: a fine mattinata la visita dell’ambasciatore cinese con cui la Farnesina avrebbe concordato una donazione di 18 tonnellate di materiale sanitario di protezione (tra cui anche le mascherine), partite da Brindisi tre giorni dopo; nel pomeriggio una riunione dei ministri della Salute del G7 per fare il punto della situazione su quelli che sarebbero potuti essere gli scenari di diffusione del Coronavirus e le relative misure di contenimento del contagio; infine una riunione del Comitato tecnico-scientifico.

Il contenuto? Fino a poco fa era rimasto segreto, ma adesso è spuntato un report che inguaia il governo giallorosso

Come riportato dall’edizione odierna de La Repubblica, l’oggetto della riunione era la presentazione di uno studio – realizzato da Stefano Merler – intitolato “Scenari di diffusione di 2019-NCOV in Italia e impatto sul servizio sanitario, in caso il virus non possa essere contenuto localmente”. In molti avevano etichettato il Covid-19 come una semplice influenza, ma il ricercatore fin da subito aveva messo le cose in chiaro: “È una cosa seria, anzi serissima”. Il 5 febbraio Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità, lo avrebbe invitato a Roma a una riunione a porte chiuse per poi sollecitarlo a produrre lo studio ufficiale del 12 febbraio.

Spunta il report segreto

L’iniziativa affidata a Merler si basava sui dati arrivati dalla Cina fino a quel momento, con l’intento di provare a descrivere cosa sarebbe potuto accadere nel nostro Paese. I due scenari considerati più concreti erano R0 1.3 e 1.7: nel primo caso il numero di contagi avrebbe toccato quota un milione; nel secondo addirittura due. Inclusi i casi gravi che necessitavano di cure, che potevano oscillare tra 200 e 400mila. Il fabbisogno totale di letti in terapia intensiva variava tra 60 e 120mila. Dalla studio si apprende che nel momento di picco ci sarebbe stato un gap di circa 10mila letti nei reparti di terapia intensiva.

Va detto che il documento non faceva riferimento a un possibile numero di vittime. Tuttavia la stima di Merler era da brividi: il tasso di letalità registrato in Cina applicato agli scenari italiani avrebbe potuto provocare tra i 35 e i 60mila morti da Coronavirus. Andrea Urbani, direttore generale del Ministero della Salute, aveva riferito dell’esistenza di uno studio epidemiologico italiano sul Covid-19 che “contiene tre scenari per l’Italia, uno dei quali troppo drammatico per essere divulgato senza scatenare il panico tra i cittadini”. Ecco perché il piano “è stato secretato“. Il documento in questione è stato ottenuto dopo oltre 100 giorni di dialogo con il dicastero della Salute e la Protezione civile.

“Governo incapace, bugiardo e traditore”

La notizia ha immediatamente provocato le dure reazioni politiche. Il documento tenuto segreto che prevedeva scenari drammatici in Italia per la pandemia ripropone quesiti che Forza Italia aveva posto fin da subito e che però sono rimasti senza risposta per mesi: “Perchè non sono state avvertite le Regioni più colpite, e perchè ha inviato nei giorni successivi 18 tonnellate di aiuti per la Cina se poi sono mancate le mascherine per gli stessi operatori sanitari in prima linea?”. Dopo la lettura di questo documento, sostengono i forzisti, diventa ancora più decisivo sapere il motivo per cui non sono state istituite in tempo le zone rosse nella Bergamasca. “Il governo dei pieni poteri e dei misteri deve ancora molte spiegazioni agli italiani, soprattutto ora che si paventa la seconda ondata autunnale”, ha dichiarato Anna Maria Bernini.

La Lega ha usato parole fortissime nei confronti del governo guidato da Giuseppe Conte, che non ha avuto “il rispetto istituzionale di rispondere alle Regioni, Lombardia in testa, che da mesi chiedono conto del documento segreto sui rischi del Covid svelato in primavera da un funzionario del ministero della Salute”. Il Carroccio sostiene che l’esecutivo sapeva dei rischi drammatici del Coronavirus ma non ha provveduto a informare le Regioni e non ha istituito le zone rosse nel Bergamasco. A tutto ciò si aggiunge il fatto che a febbraio dall’Italia sarebbero partite per la Cina 18 tonnellate di aiuti (tra camici e mascherine) che nelle settimane successive sarebbero servite al nostro Paese in modo vitale. “È un governo di incapaci, di bugiardi e di traditori”, conclude il comunicato diramato dal partito di via Bellerio. Sulla stessa scia Giorgia Meloni che ha commentato così le clamorose rivelazioni del quotidiano riguardo la gestione dell’epidemia da parte del governo: “Le responsabilità penali di queste inadempienze che hanno con ogni probabilità contribuito ad aggravare la crisi Coronavirus, competono alla magistratura, ma di certo le responsabilità politiche sono chiare e lampanti e non possono restare senza conseguenze”.