Orrore a Roma: marocchino getta bimbo di 7 mesi nell’acqua bollente e prende a pugni il fratellino

Orrore a Roma: marocchino getta bimbo di 7 mesi nell’acqua bollente e prende a pugni il fratellino

31 Luglio 2020 0 Di direzione

 Ancora orrore a Roma, ancora abusi su piccoli innocenti da parte di genitori immigrati. A pochi giorni di distanza dall’agghiacciante vicenda del bimbo rom venduto dal padre per prestazioni sessuali, un altro atroce episodio di violenza. Stavolta teatro dell’episodio è il quartiere Prenestino, dove è finito in manette un cittadino marocchino di 41 anni. Le forze dell’ordine hanno fatto irruzione nell’abitazione dell’uomo in seguito ad una segnalazione di lite domestica da parte dei vicini, allarmati dalle grida. Ma giunti sul posto si sono trovati davanti ad una scena straziante: un bimbo di soli sette mesi con ustioni di primo e secondo grado nella zona inguinale e sugli arti inferiori.

La violenza

Secondo quanto riportato dalla madre del bambino sarebbe stato il marito, durante un violento litigio con la donna, ad aver messo il figlio sotto il rubinetto dell’acqua bollenteLa madre del bimbo avrebbe cercato disperatamente di impedire la violenza, ma il marocchino, secondo quando denunciato, l’avrebbe scaraventata per terra. La donna ha quindi preso il figlio maggiore, un bambino di 4 anni ed è fuggita in strada per chiedere aiuto. Al momento dell’arresto lo straniero, visibilmente ubriaco, era preda di una furia cieca e ha opposto resistenza agli agenti di polizia che lo hanno fermato con grande fatica.

In carcere

Il bambino è stato portato in ospedale, dove è tutt’ora ricoverato. L’uomo, che già si trovava ai domiciliari per droga, è stato tradotto nel carcere di Regina Coeli e dovrà rispondere dell’accusa di lesioni aggravate e maltrattamenti in famiglia. Secondo quanto emerso dal racconto della moglie lo straniero si era «vendicato» sul piccolo dopo essere stato rimproverato dalla donna a causa del suo stato di ubriachezza. Non solo: lo straniero avrebbe colpito con un pugno anche il figlio maggiore che aveva cercato di difendere la mamma e il fratellino.