Mai così tanti contagi nel mondo. In India malati negli hotel di lusso, in Brasile 50mila casi

Mai così tanti contagi nel mondo. In India malati negli hotel di lusso, in Brasile 50mila casi

22 Giugno 2020 0 Di direzione

Per l’Oms la pandemia continua ad accelerare. Nelle ultime 24 ore 183mila nuovi positivi. In Germania non si escludono nuove restrizioni

“La pandemia di coronavirus continua ad accelerare”, dice l’Oms. E i dati globali rendono l’idea di questa affermazione. Nelle ultime 24 ore è stato raggiunto il record di nuovi contagi: 183mila. Se in Europa – escluso il caso tedesco – sembra andare meglio – dal Brasile all’India il Covid non arretra. 

Più di un quarto dei casi registrati oggi sono stati rilevati in Brasile. Seguono India e Stati Uniti. 

Epicentro in America Latina. Non solo il Brasile. La situazione è particolarmente complicata in tutto il Sud America. Continua a crescere nella media degli ultimi giorni la pandemia, dove in 24 ore i casi di contagio sono saliti a 2.048.891 (+41.871) e i morti a 95.724. Sono i dati che emergono da una statistica realizzata dall’ANSA in base ai dati ufficiali di 34 Nazioni e territori latinoamericani.


Dopo il Brasile c’è il Perù con 254.936 contagi totali e 8.045 in 24 ore e il Cile (242.355 e 4.479). Meno colpiti, ma con cifre significative, Messico (180.545 e 21.825), Ecuador (50.640 e 4.223), Colombia (68.652 e 2.237) e Argentina (42.785 e 1.011).

India: gli hotel di lusso diventano centri Covid. Da luoghi di accoglienza dei turisti a siti per l’assistenza delle persone che sono state contagiate dal coronavirus, più di 425mila secondo l’ultimo bollettino medico. Succede a 25 alberghi di lusso in India, dove per l′11esimo giorno consecutivo si sono registrati oltre 10mila nuovi casi di coronavirus. Dati che hanno portato le autorità a temere che non ci siano abbastanza letti negli ospedali per assistere i pazienti, portando il governo di Nuova Delhi a dirottare l’accoglienza turistica in assistenza sanitaria.

Anche lo staff degli hotel viene istruito per poter fornire una prima assistenza medica a chi lo necessita, seppur con alcune perplessità e reticenze da parte dei dipendenti. “Hanno paura per la loro sicurezza, di contagiare le loro famiglie e di non essere in grado di gestire la sanificazione o lo smaltimento dei rifiuti biomedici”, ha detto al Guardian Kannu Sharma, responsabile della formazione del personale di supporto dell’ospedale Sacra Famiglia a Nuova Delhi e ora incaricato dello staff alberghiero al Suryaa, a pochi metri di distanza dal nosocomio.

Ogni hotel sarà comunque collegato all’ospedale Covid-19 più vicino. Nello Stato di Nuova Delhi, oggi ci sono novemila letti negli ospedali. Ma il chief minister Arvind Kejriwal ha stimato che nella capitale ci saranno bisogno di 150mila letti entro la fine di luglio, quando si prevede che mezzo milione di persone avranno bisogno di cure. Anche se 15mila letti saranno a disposizione negli hotel e nelle sale da pranzo, la città sarà ancora in sofferenza e negli ospedali potranno essere ricoverati solo i casi gravi.

La squadra di gestione dell’hotel si è opposta allo schema del governo, affermando che i dipendenti non sono stati istruiti per fornire cure mediche. Anche se Girish Tyagi, presidente della Delhi Medical Association, afferma che gli ospedali possono facilmente istruire i loro dipendenti per la misurazione della febbre e dei livelli di ossigeno, capendo quando i pazienti devono essere ricoverati in ospedale. “In questo periodo strano dobbiamo essere innovativi per affrontare l’aumento dei casi. In ogni caso, i dipendenti degli hotel lavoreranno sotto la supervisione dei medici”, ha detto Tyagi.

In Germania vola R0. L’indice che segna l’andamento dei contagi è schizzato ieri in Germania. Arrivando a 2,88 rispetto a 1,79 del giorno precedente. Si apre la possibilità di nuove restrizioni. Lo ha sottolineato il Robert Koch Institute (Rki). A pesare sull’R0 tedesco è il focolaio nella Renania Settentrionale-Vestfalia (Nrw) dove 1.331 lavoratori di un mattatoio a Guetersloh sono stati trovati positivi al Covid-19.


In 7 mila sono stati messi in quarantena e il leader del Land, Armin Laschet, ha sottolineato che “c’è un enorme rischio di pandemia”; non ha escluso restrizioni, ma ha sottolineato di attendere i consigli del Robert Koch Institute che ha inviato esperti nella regione.