Sgarbi duro con Silvia Romano: “Si è convertita? Va arrestata”

Sgarbi duro con Silvia Romano: “Si è convertita? Va arrestata”

12 Maggio 2020 2 Di direzione

Il politico e critico d’arte commenta la liberazione della giovane cooperante milanese e la notizia della sua conversione all’Islam: “Va arrestata per concorso esterno in associazione terroristica. O si pente o è complice dei terroristi”

Il caso di Silvia Romano, la giovane cooperante milanese rapita in Kenya il 20 novembre 2018 e liberata lo scorso venerdì dopo il pagamento di un riscatto da parte dello Stato Italiano, continua a far discutere e sulla vicenda è intervenuto anche Vittorio Sgarbi.

Il noto opinioninista e critico d’arte non ha deluso chi è da sempre abituato alle sue uscite schiette e talvolta fin troppo sferzanti.

Andando completamente controcorrente e prendendo le distanze da chi in questo momento sta festeggiando il ritorno della ragazza, ora convertita all’islam, il politico ha espresso la propria opinione su Facebook.”Se mafia e terrorismo sono analoghi, e rappresentano la guerra allo Stato, e se Silvia Romano è radicalmente convertita all’Islam, va arrestata (in Italia è comunque agli arresti domiciliari) per concorso esterno in associazione terroristica”, commenta Sgarbi, che aggiunge: “O si pente o è complice dei terroristi”.

La questione conversione della Romano, la quale ha dichiarato di avere scelto spontamente di abbracciare il nuovo credo, è effettivamente motivo di discussione. Il tema, che verrà certamente trattato in molti salotti televisivi, sarà anche oggetto di indagini più serie. Proprio questa mattina, infatti, il Codacons ha annunciato il suo esposto presentato alla Corte dei Conti perché si faccia chiarezza sul riscatto versato ai rapitori della ragazza. Se Silvia, ora Aisha (nome attribuito ad una delle spose più importanti di Maometto), non avesse davvero subìto violenze durante il suo perido di prigionia, tanto da aver addirittura intrapreso liberamente un percorso di conversione, verrebbero a mancare le condizioni tali da giustificare il pagamento di un riscatto da parte del governo per ottenere la sua liberazione. “Sembrerebbe non sussistere la condizione che il codice penale richiede, ossia reale minaccia di morte imminente. Va accertato poi se la stessa potesse muoversi liberamente nei luoghi dove veniva portata senza che i servizi, pur informati, abbiano mai tentato come fatto altre volte di liberarla. Se inoltre la Romano abbia liberamente scelto di abbracciare la religione dei suoi rapitori convertendosi all’Islam, e se vi fossero i requisiti per il pagamento di un riscatto“, dichiara infatti l’associazione.

Il post polemico di Vittorio Sgarbi ha provocato la reazione degli internauti, che hanno risposto al suo commento. “Certo che la situazione lascia sorgere dei legittimi dubbi… È stato pagato un cospicuo riscatto… presumibilmente ai suoi carcerieri… e considerato che tra questi vi era anche l’attuale marito credo che l’intera vicenda vada approfondita bene”, replica un utente. “Pensavo che la libertà religiosa fosse prevista dalla Costituzione, devo proprio rimettermi a studiare”, dichiara invece un donna. “Dopo un anno e mezzo di prigionia, mi sarei aspettata una persona fragile e sofferente ma tutt’altro.. mi ha fatto piacere vederla bene sia fisicamente che mentalmente ma qualcosa non torna”, ammette un’altra utente. “Adesso si capisce perché i 600 euro e i soldi della cigd nn arrivano”, ironizza un altro internauta.