“Su Rousseau o niente soldi” E scoppia la bufera a scuola

“Su Rousseau o niente soldi” E scoppia la bufera a scuola

11 Maggio 2020 0 Di direzione

Il caso segnalato in una scuola pugliese. Sulla pagina Facebook istituzionale l’invito ai iscriversi alla piattaforma M5S

Oltre tre milioni di euro derivanti dal taglio degli stipendi dei parlamentari e dei consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle sono stati destinati a progetti di ecosostenibilità per le scuole italiane nell’ambito del progetto ‘Facciamo EcoScuola‘.

Un’iniziativa lodevole, certo, ma per poter partecipare o poter votare l’idea più meritevole è necessario iscriversi alla piattaforma Rousseau, il blog del Movimento Cinque Stelle che oggi conta 174.276 iscritti.

A partire da venerdì 8 maggio fino alle ore 12 del 14 maggio, gli iscritti alla piattaforma (gli aventi diritto sul sito sono 166.435) potranno votare i progetti presentati a partire dal 13 ottobre scorso dagli istituti scolastici. Parliamo di circa mille progetti.

Secondo l’iniziativa, lanciata in autunno scorso dai grillini, “i progetti più votati dagli iscritti riceveranno un contributo a 20mila euro, nei limiti delle risorse messe a disposizione”. Questa vicenda, però, non è stata ben vista da tutti.
“Alcuni genitori mi hanno segnalato che sulla pagina Facebook istituzionale della scuola ‘Manzoni’ di Mottola, in provincia di Taranto, si invitano tutti, docenti, cittadini, alunni, a registrarsi sulla piattaforma Rousseau del M5S per poter ottenere dei fondi utili alla ristrutturazione dell’auditorium dell’istituto.” scrive in una nota il deputato della Lega, Rossano Sasso. “Da sempre la scuola è un territorio neutrale – sottolinea Sasso a ilGiornale.it – dove i partiti non possono fare una propaganda così diretta e spudorata. Mi sono arrivate centinaia di segnalazioni simili a quelle dell’istituto comprensivo della provincia di Taranto. Capisco la necessità ed i bisogni da parte della scuola, ma non funziona così. Iscriversi alla piattaforma equivale ad essere un militante”.

Come emerge dal post di uno degli istituti partecipanti all’iniziativa, si chiede esplicitamente di iscriversi. L’istituto scolastico scrive, infatti, nel post poi cancellato: “Per ottenere i fondi è necessario registrarsi sulla piattaforma Rousseau e votare in tanti/e, cliccando sul link, dal 14 alle ore 12 al 15 alle ore 12 di questo mese”.

L’istituto, come detto, ha poi eliminato dalla bacheca il post, pubblicando la lettera ricevuta dalla segreteria della Camera dei deputati per poter partecipare a “Facciamo Eco Scuola“. “Si ritiene necessario un chiarimento secondo il principio di trasparenza che da sempre caratterizza il nostro istituto onde evitare strumentalizzazioni” scrive la scuola. Nella stessa lettera ricevuta dall’istituto scolastico pugliese c’è scritto:”Ogni istituto, nel rispetto della propria autonomia, potrà presentare la propria idea-progetto che sarà poi votata dagli iscritti del Movimento 5 Stelle su base regionale (nello specifico per la Puglia sono stati stanziati 245.326,24 euro).”.

“La situazione è imbarazzante – specifica Sasso – perché è vero che sono soldi privati sebbene derivino da stipendi pubblici, ma non si può lucrare sui bisogni di scuole di periferia”.

La scuola di Mottola, infatti, come specifica su Facebook, ribadisce la necessità di “recuperare due ambienti al momento non utilizzabili (la palestra e l’auditorium), la scuola ha presentato un progetto per il recupero dell’auditorium. Mai è stato fatto intendere che la scuola avrebbe partecipato ad un’iniziativa di natura politica e tanto meno a forme di propaganda della stessa”.

“Io non ce l’ho con le scuole e i dirigenti, – risponde Sasso – ma con l’invito a iscriversi ad un partito viene meno il principio di neutralità delle scuole”.

Non solo, ma l’iniziativa “Facciamo Eco Scuola”, rischia di diventare pietra d’inciampo all’interno dello stesso Movimento. Sempre su Facebook, infatti, due deputati grillini a gran voce prendono le distanze dall’iniziativa. Gianluca Vacca scrive in un post “Pur comprendendo le ragioni e le finalità di Ecoscuola (dare risorse alle scuole per progetti virtuosi), ricordo come il MoVimento 5 Stelle in passato abbia sempre contestato iniziative di partito sulle, e nelle, scuole. Purtroppo questa iniziativa, benché lodevole nelle intenzioni, crea un precedente che in tutta onestà non mi sento di condividere.”.

E, ancora, Paolo Lattanzio, scrive sulla sua pagina ufficiale:”Io questa roba l’ho avversata quando ero capogruppo in commissione cultura, con forza. Nella forma nella tempistica e nella sostanza. Soprattutto per due motivi: da forza di governo avremmo dovuto mettere direttamente molti più soldi su scuola e istruzione come abbiamo chiesto con insistenza nelle ultime due leggi di bilancio, senza destinare ‘solo’ le nostre spontanee donazioni; e poi perchè iniziative di partito nella scuola non mi hanno mai mai mai entusiasmato”.

Al telefono Lattanzio non ci ha voluto spiegare meglio quel che concerne la sua posizione in merito e dice: ” Quello che penso l’ho già scritto e ritengo che la polemica sia del tutto strumentale perché iscriversi ad un sito web non significa iscriversi ad una piattaforma. È solo una questione tecnica quella dell’iscrizione perché bisogna presentare dei documenti o un progetto”.
Il sito in questione, però, è proprio una piattaforma politica a cui viene richiesta un’iscrizione.

Intanto Sasso fa sapere: “Depositerò un’interrogazione alla ministra Azzolina perché fermi tutto questo e dica agli uffici scolastici regionali di comunicare alle singole scuole di non utilizzare simboli di partito sulle loro pagine istituzionali”.