Silvia Romano “ingrata” e “islamica”, le prime pagine di Libero e Giornale

Silvia Romano “ingrata” e “islamica”, le prime pagine di Libero e Giornale

11 Maggio 2020 0 Di direzione

Dopo i commenti apparsi sin da sabato pomeriggio sul web dopo la liberazione di Silvia Romano, la cooperante italiana rapita in Kenya nel novembre 2018 e tornata in Italia ieri.

I due quotidiani vanno in tandem e pubblicano due titoli che hanno fatto insorgere i social con tantissime critiche: per Vittorio FeltriAbbiamo liberato un’islamica”, mentre Alessandro Sallusti parla della volontaria come “Islamica e felice, Silvia l’ingrata”.

Feltri, che su Twitter aveva già espresso concetti come “Pagare il riscatto per Silvia significa finanziare i terroristi islamici. Che sono amici della ragazza diventata musulmana. Bella operazione”, spiega in prima pagina il problema vero dell’operazione di liberazione di Silvia. “Si dice che Silvia si decise a partire animata dal desiderio di compiere del bene in favore dei bambini di pelle scura. Sono persuaso della sua sincerità, eppure vorrei ricordarle che l’Italia è piena di gente bisognosa di soccorso, visto che campa nella miseria. Oltre 50 mila clochard trascorrono le notti all’addiaccio e spesso ci lasciano le penne. Per aiutare i miserabili non è il caso di trasferirsi nella Savana, basta guardarsi in giro pure nel capoluogo lombardo per ravvisare numerosi individui conciati male e meritevoli di assistenza”, scrive il giornalista.

Per Sallusti è grave che Silvia sia tornata a casa indossando lo jilbab, l’abito delle donne somale. Così ne esce un paragone col nazismo: “È come se un internato in un campo di concentramento tedesco fosse tornato a casa, ricevuto con tutti gli onori dal suo presidente del Consiglio, indossando orgogliosamente la divisa dell’esercito nazista”. E alla fine, chiosa, “abbiamo quattro milioni in meno e, scommettiamo, un’eroina della sinistra in più”.