Ora c’è l’accordo sui migranti Permessi a 500mila stranieri

Ora c’è l’accordo sui migranti Permessi a 500mila stranieri

11 Maggio 2020 1 Di direzione

Dopo la spaccatura c’è accordo nella maggioranza: sei mesi di permesso per una platea di 500mila lavoratori stranieri

La maggioranza giallorossa, dopo aver litigato a più riprese la scorsa settimana, ha trovato la quadra sulla sanatoria dei migranti irregolari proposta dal ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova.

Come noto, nei giorni scorsi la ministra renziana ha puntato i piedi, minacciando pure le dimissioni, sulla regolarizzazione degli stranieri clandestini che lavorano nei campi: “Non è una battaglia strumentali per il consenso, dal momento che queste persone non votano. Se non passa la proposta, allora ci sarà motivo per riflettere sulla mia permanenza nel governo. Perché io non sono qui a fare la tappezzeria”.

Ora, dopo gli scontri tra l’ex sindacalista e il ministro grillino del Lavoro Nunzia Catalfo e i dissidi tra Partito Democratico, Italia Viva e Leu da un altro e il Movimento 5 Stelle dall’altro (il reggente Vito Crimi è, o meglio era contrario alla misura), ecco l’intesa.

Da quanto emerge da fonti vicine all’esecutivo di Giuseppe Conte, infatti, sarebbe stata trovato un accordo notturno sulla regolarizzazione dei migranti impegnati nel comparto agricolo. L’accordo è arrivato dopo una notte di serrate trattative, al termine delle quali le forze di maggioranza avrebbero firmato un compromesso sulla sanatoria, che potrebbe interessare una platea fino a mezzo milione di stranieri.

Se i beneficiari possono essere 500mila, la durata del permesso di soggiorno e di lavoro temporaneo dovrebbe essere di sei mesi. Ma da quanto riportato dal Corriere della Sera, insieme all’istanza portata dal datore di lavoro ci dovrebbe essere anche quella del lavoratore stesso (e che dovrebbe appunto ottenere in permesso temporaneo di 6 mesi, convertibile in permesso di lavoro alla sottoscrizione del contratto). La procedura, però, come sottolineato invece , sarà esaminata per filo e per segno dall’Ispettorato del Lavoro. Il lavoratore che presenta la domanda, infatti, dovrà attestare che in passato ha già svolto attività nel comparto dell’agricoltura.