“Un paesino sostituito dagli immigrati”. Ecco tutto quello che c’è dietro

“Un paesino sostituito dagli immigrati”. Ecco tutto quello che c’è dietro

10 Maggio 2020 0 Di direzione

Ora spuntano le carte. Cittadini furiosi: “È una cosa vergognosa”. La Lega promette battaglia e attacca: “Le azioni politiche del Pd sono false e dannose”

Accuse incrociate, chiarimenti, caos, dubbi e proteste: il possibile arrivo di 100 immigrati a Carapelle Calvisio ha movimentato in maniera notevole la politica abruzzese e nazionale. Ieri vi abbiamo parlato del paesino in provincia de L’Aquila che conta circa 84 abitanti e che rischia di essere “sostituito” dai migranti che starebbero per essere ospitati in una struttura messa a disposizione dalla “Caritas dell’Arcidiocesi di Pescara-Penne Onlus” per il periodo di sorveglianza sanitaria.

L’accusa della Lega nei confronti del governo è stata tanto chiara quanto dura: “Sono veloci a mandare a casa i boss e a spalancare i porti ai clandestini. Non permetteremo questa sostituzione identitaria”. Ma nelle scorse ore è arrivata la presa di posizione del Partito democratico, che ha puntato il dito contro la Regione Abruzzo: “La struttura di Carapelle Calvisio è stata individuata dal Dipartimento Lavoro e Sociale della Regione Abruzzo, che fa capo all’assessore della Lega Piero Fioretti“.

Ma è proprio così? Il leghista, contattato in esclusiva da ilGiornale.it, ha provato a fare chiarezza su quanto sta accadendo. Tutto è partito da mercoledì 22 aprile, quando la Prefettura de L’Aquila – su richiesta del soggetto attuatore nominato dal Capo Dipartimento nazionale di protezione civile – ha diramato una nota per sollecitare ad adoperarsi per trovare idonei alloggi volti all’accoglienza nel corso dell’epidemia. E poi sono iniziati a sorgere diversi interrogativi. “La Prefettura ha scritto alla presidenza e alla sola Asl de L’Aquila. Mi sembra strano perché se chiami in causa la presidenza della Regione per un’azione di livello regionale devi coinvolgere tutte e 4 le Asl”, fa notare Fioretti. Effettivamente ci sono anche l’Asl 2 Lanciano-Vasto-Chieti, l’Asl 3 Pescara e l’Asl 4 Teramo.

Quella risposta della Caritas

Vi era già stata qualche azione di interlocuzione con qualche ente o associazione che aveva strutture sull’aquilano? “Guarda caso è uscita fuori l’unica che ha risposto a quell’informativa”, fa notare l’assessore del Carroccio. Si tratta di un’associazione che ha sede a Pescara e che ha messo a disposizione la struttura su L’Aquila: “Pochi giorni dopo un funzionario, un dirigente della Caritas ha risposto mettendo per conoscenza anche il direttore della Caritas diocesana Pescara-Penne, don Marco Pagniello”. Nella risposta infatti si legge che viene comunicata l’intenzione da parte della Fondazione Caritas dell’Arcidiocesi di Pescara-Penne Onlus di rendere disponibile una struttura di accoglienza di proprietà sita nel Comune di Carapelle Calvisio. “La struttura è provvista di camere con bagno e spazi interni ed esterni. Per capire meglio l’idoneità degli alloggi a garantire le previste misure di sorveglianza in considerazione della particolare tipologia di accoglienza chiediamo di poter conoscere le condizioni dell’accoglienza”, viene specificato. Infine è stato richiesto anche di conoscere le condizioni economiche previste.

Fioretti punta il dito contro il governo giallorosso, facendo sempre riferimento al fatto che il Capo Dipartimento della protezione civile (“che risponde sia al presidente del Consiglio Giuseppe Conte sia al Ministero dell’Interno”) ha nominato un soggetto attuatore. Nella nota della Prefettura viene menzionato il decreto n. 1287 in data 12 aprile 2020, chiedendo di individuare – per gli immigrati che giungono sul territorio nazionale in modo autonomo – aree o strutture da adibire ad alloggi per il periodo di sorveglianza sanitaria previsto dalle vigenti disposizioni.

L’ira dei cittadini

Lo stesso Fioretti ha risposto alle accuse ricevute dal Pd abruzzese: “Il teatrino mediatico messo in campo da questi fantomatici rappresentanti politici ormai non stupisce, anzi rende più agevole smascherare la palese falsità e dannosità delle azioni politiche del Partito democratico”. Il sindaco Domenico Di Cesare non ci sta e va all’attacco: “Sono deluso, nessuno mi aveva informato di una simile eventualità: in un periodo delicato come quello che stiamo vivendo, in piena emergenza sanitaria, quando si dovrebbe bandire ogni forma di contatto, a Carapelle potrebbero arrivare 100 migranti”. Il primo cittadino si è detto soddisfatto dal comportamento tenuto fino ad ora dai suoi cittadini, che hanno rispettato le rigide norme previste dal governo, ma allo stesso tempo è preoccupato: “Ora, però, potremo presto ritrovarci con molte persone in quarantena. Chi ci assicura che queste persone saranno controllate? Chi mi dà la garanzia che gli abitanti di Carapelle non andranno incontro a maggiori rischi in questo modo? Chi li controllerà? Chi vigilerà sul loro rispetto delle regole?”.

Anche i cittadini hanno espresso la loro rabbia per la notizia. “È una cosa vergognosa. Qui passiamo la vita in pace, ci conosciamo tutti e nonostante questo portiamo la mascherina come norma anche se sappiamo che qui non c’è nulla. Se arrivano sicuramente porteranno il Covid-19. Un numero che raddoppia il numero di abitanti è impossibile che non contenga contagi”, ci confessa un abitante. Il malcontento è notevole: “Perché vogliono sostituirci con questi immigrati?”. In molti sperano che l’arrivo venga scongiurato, ma l’ira nei confronti del governo è chiara: “Incoscienti, va impedito assolutamente, c’è a rischio la nostra vita. È un’idea criminale”.