“Regolarizzare i migranti conviene agli italiani”. Lo sostiene il presidente dell’Inps Tridico

“Regolarizzare i migranti conviene agli italiani”. Lo sostiene il presidente dell’Inps Tridico

9 Maggio 2020 0 Di direzione

“I numeri parlano chiaro: il contributo degli immigrati regolari non è irrilevante”

“La regolarizzazione degli immigrati? Sono favorevole. L’ho sempre detto e sarebbe ipocrita nascondermi dietro al mio ruolo”. Lo ha detto Pasquale Tridico fra una riunione e l’altra nell’enorme palazzo dell’Inps all’Eur. Dunque e’ favorevole ad una grande sanatoria.

Il suo predecessore Tito Boeri l’ha chiesta per anni senza successo, insistendo sui benefici per i conti previdenziali. “Non è solo questo. Ma i numeri parlano chiaro: il contributo degli immigrati regolari non è irrilevante. Non vorrei dare risposte merceologiche, si tratta di scelte che spettano alla politica. Se devo dire la mia, sceglierei la strada della Germania: durante l’ultima crisi siriana ha saputo coniugare le esigenze umanitarie con quelle dell’economia”.

A proposito di stranieri, spesso esclusi dai sussidi. Il Movimento Cinque Stelle insiste per l’introduzione di un “reddito di emergenza”, e il presidente si e’ detto favorevole. Italia Viva pero’ teme si trasformi nell’ennesima sovrapposizione in un sistema di welfare già caotico. “Quell’aiuto durera’ due, massimo tre mesi, ed è destinato a coprire fasce di lavoratori esclusi dal reddito di cittadinanza: precariato diffuso, lavoratori stagionali e intermittenti, studenti lavoratori e moltissimi stranieri. Talvolta si tratta di persone con requisiti poco al di sopra dei parametri del reddito: ad esempio se possiedono un’auto. Mi chiedo e le chiedo: vogliamo negare a tutti questi un sostegno temporaneo in un momento di cosi’ grande difficolta’?”. Quanto al bonus per gli autonomi, “ad oggi abbiamo pagato 3,7 milioni di assegni, quasi tutti fra il 15 e 20 aprile. Altre 900 mila domande erano da parte di persone che non avevano i requisiti o con qualche errore: circa la meta’ dovrebbero essere accolte. Ne approfitto per invitare alla precisione: nei moduli abbiamo trovato spesso l’indicazione della gestione previdenziale sbagliata”.

La prossima mensilita’ “sara’ erogata senza ulteriori richieste. Per la terza occorrerà invece un’autodichiarazione per attestare la riduzione di un terzo del reddito durante l’emergenza oppure la chiusura dell’attivita’”. Ci sono state polemiche sul fatto che il bonus e’ stato erogato indiscriminatamente anche a persone con redditi molto alti. In merito all’introduzione di un tetto di reddito, Tridico osserva che “anche questa e’ una decisione che spetta alla politica, ma segnalo che piu’ del novanta per cento dei lavoratori autonomi dichiara meno di 35 mila euro di reddito l’anno. Non vorrei che introducendo un tetto si penalizzi chi paga le tasse fino all’ultimo euro”. Ci sono ritardi nell’erogazione della cassa integrazione, soprattutto quella in deroga.”Si tratta di due istituti che andrebbero entrambi riformati. Mi permetta di spiegare il problema. Per la cassa integrazione ordinaria sono necessari quattro passaggi: domanda dell’azienda, accettazione da parte dell’Inps, compilazione e verifica di un modulo standard, pagamento. Di norma per questi passaggi sono necessari fra i due e i tre mesi. Dall’inizio della crisi abbiamo ricevuto il 44 per cento dei moduli: di questi, ne sono stati pagati i tre quarti. In numeri assoluti: 8,1 milioni di richieste, 5,6 delle quali pagate in anticipo dalle aziende o direttamente dall’Inps”, ha concluso Tridico