L’ultimatum di Beppe Sala ai milanesi: si cambia o chiudo i Navigli

L’ultimatum di Beppe Sala ai milanesi: si cambia o chiudo i Navigli

8 Maggio 2020 0 Di direzione

Le immagini della folla di milanesi accorsi ai Navigli per l’aperitivo fanno infuriare il sindaco di Milano Beppe Sala. Che lancia un ultimatum su Facebook: rispettate le regole o chiudo i Navigli. “Immagini vergognose che fanno inca…re”, ha detto il sindaco. Milano deve “tronare a lavorare”, la riapertura non è un vezzo, è una necessità” ha rimarcato Sala che ha ammesso di aver sottovalutato l’emergenza coronavirus all’inizio dell’epidemia. “Ma ora non possiamo mandare a monte tutto per quattro scalmanati”, ha detto nel video titolato proprio ultimatum. Ieri a chiedere al sindaco la chiusura dei Navigli, zona della movida milanese, era stato tra gli altri il regista Gabriele Muccino. 

Il sindaco di Milano: C’è da incazzarsi, quelle immagini sono vergognose: abbiamo bisogno di tornare a lavorare»

«Non permetterò che quattro scalmanati senza mascherina, seduti uno vicino all’altro, mettano in discussione tutto. Sono pronto a chiudere i Navigli e a bloccare l’asporto». Le foto e i video delle persone assiepate ieri sui Navigli davanti a bar e locali non hanno provocato solo le proteste di molti, in Rete, ma hanno fatto letteralmente infuriare, anzi «incazzare» il sindaco Beppe Sala, ossia la persona che può — con un’ordinanza — richiudere quello che è stato aperto. E venerdì Sala nel suo consueto video-messaggio alla città ha lanciato un ultimatum: «Io non sono un politico da metafore, sono un politico da atti. E il mio non è un penultimatum ma un ultimatum. O le cose cambiano oggi o io domani prenderò provvedimenti: chiudo i Navigli o piuttosto chiudo l’asporto. E poi lo spiegate voi ai baristi perché il sindaco non gli permette di vendere le loro bevande».

Sala bolla come «vergognose» le immagini di ieri. «Noi siano non solo in crisi dal punto di vista sanitario e abbiamo visto quanto la pandemia ha toccato la nostra città, ma siamo in una profondissima crisi economica-sociale. Milano ha bisogno di tornare a lavorare». Il sindaco scandisce il verbo «la-vo-ra-re». «Non è un vezzo riaprire ma è una necessità. Io sto e starò sempre dalla parte di quelle famiglie che fanno fatica ad arrivare a fine mese. Sto dalla parte di chi va a lavorare e non a divertirsi».

Da parte sua, il Comune oggi potenzierà i controlli sui Naviglio con la polizia locale. «Ma lo ripeto — conclude Sala —. Non stiamo giocando a guardie e ladri, non è un gioco, non possiamo permettercelo in una città con un milione e 400mila abitanti e 1700 chilometri di strada. Usiamo la testa tutti anche perché senza testa c’è solo l’1 per cento dei milanesi e non permetterò che l’1 per cento metta in difficoltà il restante 99 per cento».