Il PalaVerde di Treviso è un ambulatorio Qui si faranno test a 13mila trevigiani

Il PalaVerde di Treviso è un ambulatorio Qui si faranno test a 13mila trevigiani

8 Maggio 2020 0 Di direzione

Per 10 giorni, su dieci postazioni all’interno dell’impianto, tutti al setaccio per trovare asintomatici. Finora i positivi sono 115

Treviso «Trentasette», segna il termometro posizionato sulla fronte dell’infermiere. Lo guardiamo sbigottiti. Impossibile. «Tranquilla, è il caldo del sole».

E infatti la seconda misurazione è 36 e mezzo. Funziona così al PalaVerde, il palazzetto dello sport a Carità di Villorba in provincia di Treviso, sede di numerosi concerti; che ospita le partite della Imoco Volley e della Treviso Basket e che ora è diventato un mega ambulatorio.

Tessera sanitaria in mano, tutti distanziati, percorsi delimitati dal nastro rosso e bianco, misurazione temperatura, si entra e si esce dall’altra parte. Qui ci sono medici, infermieri, operatori sanitari, squadre della protezione civile, Croce Rossa, carabinieri. Gli operatori indossano le tute verdi dalla testa ai piedi, mascherina, occhiali, si entra senza guanti perché all’ingresso un’infermiera inonda le mani di ognuno di gel disinfettante. Dieci postazioni di lavoro sparpagliate nel campo da gioco di un palazzetto da 5.344 posti a sedere. È qui che dal 4 maggio scorso e per dieci giorni si fanno i test a tutti: operatori sanitari, forze dell’ordine, cassieri, dipendenti pubblici, tutte persone che durante questa emergenza, nonostante tutto, hanno continuato a lavorare e a stare a contatto con il pubblico. Parliamo di persone asintomatiche, che quindi potrebbero aver contratto il virus ma non mostrano sintomi. E infatti su 2.600 circa persone finora esaminate, 115 sono risultate positive. Le persone testate in tutto saranno circa 13 mila.

Ma come funziona? «La persona arriva, spiega al Giornale, Sandro Cinquetti, direttore del servizio Igiene e Sanità pubblica dell’Ulss 2 di Treviso – ha un appuntamento con giorno e ora mediante sms. Viene accolta, indirizzata, riconosciuta e il personale formato dell’Ulss o della Croce Rossa esegue una puntura sul dito. Da qui preleva due gocce di sangue, queste vengono messe in un kit e da qui l’esito può essere negativo quindi assenza di anticorpi, o positivo per immunoglobuline G (di risposta lunga) o IgM (di risposta rapida). In caso di positività il soggetto viene valutato come soggetto che ha avuto un contatto con il virus e viene sottoposto a tampone. Il tampone viene inviato al reparto Microbiologia dell’ospedale di Treviso e nel giro di 2448 ore viene dato il referto. Questo grande piano di monitoraggio spiega Cinquetti che collabora a pieno regime con Anna Pupo responsabile operativo task force Covid Treviso – è per far vedere come ha circolato il virus in questi due-tre mesi. Sono persone che in questi mesi hanno lavorato, saranno testate oltre 1.000 persone al giorno. Il PalaVerde poi è un grande spazio che consente di tenere distanziate le persone dal momento in cui parcheggiano». A fare da «cavie» i giocatori della Benetton Rugby. Ci avviciniamo all’uscita, si esce da un’altra parte. Anche qui il percorso è delimitato.

E ci avviamo verso l’ambulatorio La Madonnina di Treviso, dove stanno eseguendo i tamponi direttamente dai finestrini dell’auto. Tenda da campo della Protezione civile, operatori bardati, tute, maschere, guanti e le auto in fila come al McDrive. Non serve nemmeno scendere dalla macchina, qui si eseguono tre tamponi ogni cinque minuti su soggetti inviati dai medici di famiglia. Alcuni vanno via veloci. Altri no. Come quella nonnina seduta nel sedile posteriore che aveva semplicemente paura. «Non succede niente ripetevano i tre infermieri non succede niente».