Macron europeista di facciata:così bocca i farmaci verso l’Ue

Macron europeista di facciata:così bocca i farmaci verso l’Ue

6 Maggio 2020 0 Di direzione

IL FALSO EUROPEISMO DI MACRON:LA FRANCIA LASCIA L’UE A SECCO DI FARMACI

In Europa Emmanuael Macron vuole ricoprire un ruolo che evidentemente non coincide con il suo reale pensiero. Il presidente francese non si era tirato indietro quando, prima dell’emergenza Covid-19, aveva lanciato un chiaro messaggio a Bruxelles, illustrando nel corso di un’intervista all’Economist una nuova visione per ”l’Europa destinata a scomparire”.

In quell’occasione Macron spiegò che l’Unione europea che eravamo abituati a conoscere sarebbe presto evaporata come neve al sole se non avesse iniziato a pensare come una ”superpotenza”. Dopo queste parole, il capo dell’Eliseo, alla guida di uno Stato fondatore dell’Ue, fu da molti definito un europeista convinto, un presidente responsabile che, per il bene dell’Unione, sarebbe stato disposto perfino a cambiare le carte in tavola per porre correttivi.

Peccato che i correttivi indirettamente citati da Macron combaciassero con una Europa a trazione francese. In altre parole, con la famosa intervista al settimanale inglese, Jupiter – così la stampa transalpina soprannominò il leader di En Marche, in piena campagna elettorale – ha dimostrato un tratto del suo carattere che molti non sono ancora riusciti ad afferrare: Macron è europeista finché gli conviene.

I calcoli di Macron

Il vero volto del presidente francese è emerso in tutta la sua chiarezza nel bel mezzo della pandemia provocata dal Covid-19. Come sottolinea la Repubblica, Macron ha combattuto – e lo sta facendo ancora adesso – una battaglia affinché l’Ue fosse comprensiva e solidale di fronte al disastro economico cui avrebbero dovuto far fronte i Paesi membri. Nella battaglia contro Bruxelles sugli strumenti economici da mettere in campo, il capo dell’Eliseo si è subito schierato (almeno formalmente) con l’Italia di Giuseppe Conte e la Spagna di Pedro Sanchez.

La richiesta francese è stata una: serve uno sforzo finanziario condiviso per uscire dalle sabbie mobili in cui presto si ritroveranno tutti i governi europei, soprattutto i più deboli. La posizione della Francia ha contribuito a silenziare, almeno in parte, le richieste del fronte rigorista capitanato da Germania e Olanda.

Il fatto è che Macron si è speso non tanto per il bene di questa Europa, la stessa già criticata sulle pagine  dell’Economist, quanto probabilmente per indebolire la Germania che, senza ostacoli sul suo cammino, avrebbe trovato una prateria per rimettersi al comando della locomotiva europea.

Europeismo di facciata

Ma al di là dei calcoli geopolitici di Parigi c’è un altro aspetto su cui vale la pena soffermarsi per renderci conto dell’ipocrisia francese. Facciamo un passo indietro e torniamo all’inizio dell’epidemia. Non appena il Covid-19 ha fatto breccia in Europa, Macron ha ordinato al suo esecutivo di imporre restrizioni all’esportazione verso altri Paesi Ue di farmacimedicinali e altro materiale sanitario. Certo, anche altri Stati hanno effettuato la medesima mossa, compresa la Germania, ma questi hanno abolito ogni limitazione non appena è intervenuta la Commissione europea a condannare simili atteggiamenti.

La Francia non ha battuto ciglio e ha continuato a fare i propri interessi, in barba a ogni solidarietà europea. E niente è cambiato neppure dopo una lettera scritta da Bruxelles per chiedere spiegazioni a Parigi. Era il 7 aprile: da allora qualcosa è cambiato? Neanche per idea. Anzi: come ha scritto Reuters, il 21 aprile il regolatore nazionale del mercato farmaceutico francese ha inviato una lettera ai distributori di medicine e sanitari nazionali allungando la lista dei medicinali e degli strumenti di cui è vietata la vendita oltre confine.

Nella nuova lista troviamo anche insulina, antibiotici, antivirali, antidolorifici, antimalariche e persino miorilassanti necessari per intubare i pazienti e che in Italia e in altri Paesi europei stanno iniziando a scarseggiare. A questo proposito la Commissione è pronta ad aprire una procedura legale contro la Francia dell”’europeista” Macron.