“Il mio Salva-Italia”

“Il mio Salva-Italia”

6 Maggio 2020 0 Di direzione

“Niente statalismo, più liberismo”. E poi l’Europa, il governo (presente e futuro), il centrodestra e la riapertura controllata

Presidente Berlusconi, è passato da poco il ponte del Primo Maggio. Quest’anno è stato tutto diverso.

Strade e piazze deserte, italiani chiusi in casa, nessuno naturalmente ha voglia di fare festa. Che effetto le ha fatto?

«Molto triste, anche se ho apprezzato ancora una volta la serietà degli italiani, gran parte dei quali non ha infranto le regole. Molto triste perché il Primo Maggio è la festa del lavoro e il lavoro per me è una cosa sacra, uno dei valori che danno un significato alla vita. Ho dedicato gran parte della mia esistenza a lavorare e a creare lavoro. Oggi finalmente, con molta cautela, qualche attività sta riprendendo, ma ancora molti italiani non possono lavorare, tanti di loro hanno già perso o rischiano di perdere il lavoro, tanti imprenditori, soprattutto i più piccoli, rischiano di chiudere un’attività alla quale hanno dedicato la vita. Per questo ho voluto, il Primo Maggio, rivolgere un messaggio di incoraggiamento ai protagonisti del mondo del lavoro, autonomo e dipendente. Dobbiamo tornare a costruire l’Italia. Ma perché questo sia possibile naturalmente non bastano gli incoraggiamenti. Bisogna mettere le aziende e i lavoratori in condizione di farlo. In condizione di sopravvivere alla crisi e di ripartire. Nessuna impresa deve essere lasciata fallire, nessun dipendente deve essere lasciato senza lavoro, nessuna persona in difficoltà dev’essere abbandonata a se stessa».