11mila morti senza un perché: ​il giallo sulla valanga di vittime

11mila morti senza un perché: ​il giallo sulla valanga di vittime

5 Maggio 2020 0 Di direzione

Solo il 54% delle vittime oltre la media degli anni 2015-2019 è riconducibile al Covid-19. Altre 11.600 vittime senza una spiegazione certa

Oltre 11mila morti senza un’apparente spiegazione. È quanto emerge dai dati dell’Istat, contenuti nel rapporto sull’impatto del coronavirus riguardante la mortalità in Italia, redatto insieme all’Iss.

Il documento sottolinea un “forte aumento dei decessi” nel Paese dall’inizio della pandemia. “Una delle conseguenze più drammatiche degli effetti della epidemia riguarda l’incremento complessivo dei decessi“, si legge nel testo. Confrontando le persone morte in questo periodo, con lo stesso dei cinque anni precedenti (2015-2019), si nota che “la diffusione dell’epidemia produca un aumento dei decessi anche non direttamente riferibili alla sorveglianza Covid-19”. Gli scienziati hanno analizzato i decessi dal 20 febbraio al 31 marzo e li hanno confrontati con quelli avvenuti negli stessi mesi dei cinque anni precedenti: “Si osserva a livello medio nazionale una crescita dei decessi per il complesso delle cause del 38,7%: da 65.592 a 90.946, rispetto allo stesso periodo della media del quinquennio 2015-2019. L’eccesso dei decessi è di 25.354 unità, di questi il 54% è costituito dai morti diagnosticati segnalati alla sorveglianza Covid-19 (13.710)”.

Dalla fotografia effettuata da Istat e Iss emerge che, oltre ai decessi attribuiti ufficialmente al nuovo coronavirus, ce ne sono altri 11.600 per i quali non è stata individuata una causa certa. Un numero enorme di vittime, senza una spiegazione chiara. Per questi decessi, gli studioni ipotizzano tre possibili cause. La prima potrebbe essere legata al nuovo coronavirus, “nei casi in cui non è stato eseguito il tampone” e che quindi non sono risultati come decessi accertati di Covid-19. Una seconda possibilità è che si tratti di “una mortalità indiretta correlata a Covid-19″, indendendo tutti i decessi causati “da disfunzioni di organi quali cuore o reni possibile conseguenza della malattia scatenata dal virus in persone non testate come accade per analogia con l’aumento della mortalità da cause cardiorespiratorie in corso di influenza”. Infine, l’ipotesi più sconcertante, legata alla crisi del sistema sanitario, sotto pressione per l’aumento dei pazienti affetti da nuovo coronavirus. Iss e Istat parlano di “una mortalità indiretta non correlata al virus, ma causata dalla crisi del sistema ospedaliero e dal timore di recarsi in ospedale nelle aree maggiormente affette”.