I “ristori” per gli affitti e novità sulle bollette. Ma il decreto ancora non c’è

I “ristori” per gli affitti e novità sulle bollette. Ma il decreto ancora non c’è

4 Maggio 2020 0 Di direzione

Il ministro dell’Economia Gualtieri: “Ci saranno contributi a fondo perduto alle aziende che hanno perso fatturato, no a nazionalizzazione delle Pmi”

Aprile addio. E, non a caso, lo chiamavano decreto Aprile. Sarebbe stato utile per sostenere le imprese in questa fase di difficoltà. Purtroppo ciò non è avvenuto. O, come spesso è accaduto negli ultimi tempi, non è stato sufficiente.

L’intervento del governo non si è visto. E ora, il Paese, è alle strette. Mentre la schiera dei giallorossi, dopo vari rinvii, si prepara a varare quello che nei fatti è il decreto Maggio. Su questo punto il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, oggi ha dichiarato: “Vogliamo varare una misura più ampia sugli affitti”. L’idea è quella di varare un ristoro integrale per 3 mesi del costo dell’affitto di tutte le imprese che abbiano subito un calo di fatturato.

Sarà un intervento più ampio e incisivo di quello che riguardava il credito d’imposta. Questo perché l’affitto è uno dei costi fissi più difficili da sostenere. Ci sarà quindi un intervento sulle locazioni e uno sul sostegno diretto alle imprese, ma ci sarà anche un intervento sui costi delle bollette. Procedendo all’eliminazione degli oneri fissi. Tali provvedimenti si cumuleranno ai sostegni diretti alle imprese. Questi saranno in forma di un contributo diretto a fondo perduto che il governo intende modulare e che raggiungerà cifre significativamente maggiori di quelle di altri Paesi.

Sarà proporzionale alla perdita di fatturato, un minimo per tutte le imprese con possibilità di arrivare anche a cifre più consistenti. “Sarà impossibile assorbire l’intera perdita di fatturato, non avviene in nessuna parte del mondo”, ha tuttavia avvertito Gualtieri che ha chiarito: “Non c’è nessuna intenzione di nazionalizzare le Pmi“. L’ex decreto Aprile, diventato ormai il decreto Maggio, è slittato nel tempo anche per un dibattito interno alla maggioranza. Si è discusso a lungo. Si è trattato. Sui tempi, il ministro ha detto: “L’obiettivo è questa settimana, io spero già nella metà di questa settimana di poter varare questo decreto e realizzare queste ulteriori misure così importanti e urgenti”.

Gualtieri ha spiegato che una delle ragioni che ha portato il governo a prendersi qualche giorno è stata l’attesa dell’adattamento del Temporary framework sugli aiuti di Stato da parte della Commissione europea. Il documento è in arrivo probabilmente domani. “È saggio per non ritrovarci nella situazione di prendere misure che poi non rientrano nel nuovo Temporary framework o di non usare a fondo gli spazi”. Gualtieri ha confermato che ci sarà un significativo rafforzamento di ecobonus e sisma-bonus, sia elevando la percentuale, sia dando la possibilità di sconto in fattura e cessione del credito per migliorare la resilienza del territorio al rischio sismico. Saranno parte del pacchetto di misure anche considerando che l’aumento del deficit prevede risorse anche per il prossimo anno e successivi con l’obiettivo di aumentare gli investimenti.

Il ministro ha ricordato che il primo decreto legge approvato per affrontare l’emergenza coronavirus è stato realizzato “molto rapidamente”, prima che venisse aggiornato il Temporary framework. “E proprio per questo poi abbiamo dovuto fare un secondo provvedimento che utilizzasse gli spazi nuovi sulla liquidità”. Ci saranno misure importanti a sostegno della capitalizzazione delle imprese più grandi anche con incentivi adeguati per le Pmi.

“Misure di condono fiscale non rientrano tra le politiche di azione di questo governo. Bisogna pensare a misure di alleggerimento fiscale, questo richiede una flessibilità e un alleggerimento da parte dello Stato. Se c’è una cosa che la crisi ci ha insegnato è che è fondamentale avere un sistema fiscale che sia semplice e amico dei cittadini. Ma anche con un giusto contrasto all’evasione”.

Poi Gualtieri si è soffermato sui prestiti alle aziende. “Sace, partecipata di Cdp, è stata richiesta perché era la società esperta in garanzie, infatti è in grado di erogarla in 48-72 ore. Sono prestiti bancari e non avviene da nessuna parte che un prestito di centinaia di milioni sia concesso a vista, speriamo e auspichiamo che l’istruttoria per i prestiti medio-grandi siano i più rapidi possibili. Lo Stato in 48 ore da una garanzia e lo fa in maniera rapida ed efficiente. La rapidità di Sace testimonia la giustezza della scelta compiuta. Siamo tra i più rapidi in Europa”.

Tutte queste azioni vogliono preparare la ripresa e il rilancio dell’economia italiana. “Per questo – ha aggiunto Gualtieri – attribuiamo una fortissima importanza alla corretta attuazione delle misure varate, ma anche al loro ulteriore miglioramento, siamo certi che il contributo del Parlamento sarà importante. Esprimo la disponibilità del governo al dialogo fruttuoso nella fase di conversione”. Il governo, oltre a una cassa integrazione a tutti i dipendenti, a tutte le tipologie di imprese, anche molto piccole, ha introdotto anche un’indennità per una platea molto ampia di lavoratori autonomi. Siamo sopra i quattro milioni di persone se si sommano gli oltre 3,5 milioni che l’hanno ricevuta dall’Inps e gli ordinisti che la ricevono dalle casse private.