Briatore: “Viene da piangere, il governo non si rende conto dei poveri che aumentano”

Briatore: “Viene da piangere, il governo non si rende conto dei poveri che aumentano”

4 Maggio 2020 0 Di direzione

L’imprenditore ha sottolineato che i nuovi poveri “sono gli artigiani, i commercianti, i ristoratori, gli albergatori. Persone che non rappresentano neppure una fonte di reddito per il Paese perché non potranno pagare le tasse”

“Viene da piangere! Il Governo non si rende conto che stanno aumentando i poveri in Italia”.

Lo ha sottolineato con grande forza Flavio Briatore. L’imprenditore è stato ospite ieri seri di Non è l’Arena su La7. La trasmissione stava affrontando il tema delle nuove povertà e delle fila davanti al banco dei pegni, dove moltissime persone ottengono subito i contanti, dopo aver impegnato beni di valore e gioielli. E tra queste persone ci sono anche tanti liberi professionisti alla ricerca di denaro che lo Stato non ha ancora dato loro.

Banco dei pegni

Il manager ha precisato che i banco dei pegni sono gestiti dalle banche e si chiamano credito su stima. Quindi ha spiegato che c’è uno sportello vicino all’istituto di credito e lì i cittadini possono portare i propri oggetti personali e ricevo subito i soldi. Briatore si è chiesto per quale motivo la banca non possa anticipare lo stipendio o la cassa integrazione a questi cittadini e perché siamo costretti a vedere moltissimi lavoratori ridotti in queste condizioni.

Poi ha ricordato che ora i nuovi poveri “sono gli artigiani, i commercianti, i ristoratori, gli albergatori. Persone che non hanno più una fonte di reddito e non rappresentano neppure una fonte di reddito per il Paese perché non potranno pagare le tasse”. L’imprenditore ha poi detto che siamo davanti a uno scenario “inaccettabile”. Ha quindi ribadito che le banche “ti prendono il 2% al mese, che vuol dire 24% all’anno di interessi. È strozzinaggio!”.

Liquidità

Briatore ha sottolineato che i soldi sarebbero dovuti arrivare direttamente alle imprese come hanno fatto la Germania e gli altri Paesi. E ha aggiunto che gli istituti di credito dovrebbero dare liquidità alle aziende sane. E i crediti che queste ultime avevano nei confronti delle banche vengono sostituiti dai soldi garantiti dal governo. Poi ha evidenziato che i contributi devono essere dati a fondo perduto sul conto dell’azienda. Inoltre ha ricordato che prima del coronavirus molte aziende erano già in difficoltà ed è logico che non abbiano potuto pagare qualche contributo o qualche affitto.

“Non abbiamo capito che in questo momento dovevamo fare una rivoluzione col fisco e burocratica – ha affermato Briatore -. Solo così la gente poteva ripartire. Tutti gli imprenditori sono demoralizzati, non ce la fanno più. E purtroppo molta gente non riaprirà più e anche per il turismo sarà una catastrofe”.