3 profezie sulla fine del Covid: che cosa ci aspetta adesso

3 profezie sulla fine del Covid: che cosa ci aspetta adesso

4 Maggio 2020 0 Di direzione

Dando per scontato che ci porteremo dietro il virus almeno per altri 18-24 mesi, il Cidrap dell’Università del Minnesota ha ipotizzato tre diversi scenari evolutivi del Covid-19

Interpelliamo la sfera di cristallo: quando finirà Covid-19? È una domanda che il nostro inconscio, probabilmente, si sarà posto centinaia di volte da quando siamo tutti dentro questa pandemia mondiale.

“Ma quando finisce…?” chideremmo volentieri agli esperti del settore, medici e scienziati.

Altri due anni di Covid

Ovviamente, una risposta precisa e scientifica in questo momento non può esserci ma negli Stati Uniti hanno “disegnato” tre scenari possibili per l’evoluzione del virus nei prossimi mesi. Lo ha fatto il Cidrap, il Center for Infectious Disease Research and Policy dell’Università del Minnesota, ritenendo che il ci accompagnerà per i prossimi 18-24 mesi e non si arresterà fino a quando il 60-70% della popolazione non sarà immune, per contagio o per vaccino. Ma, in che modo questo avverrà? Nello specifico, sono state ipotizzate tre “vie” ritenute altamente probabili.

Scenario uno: picchi e avvallamenti

Ecco il primo: l’ondata di pandemia della primavera 2020 viene seguita da una serie ripetuta di ondate minori che si susseguono attraverso l’estate per un periodo di 1-2 anni, diminuendo gradualmente di intensità nel 2021. Le ondate che possono variare da un punto di vista geografico e dipendere dalle misure di mitigazione e dal loro allentamento. In base all’altezza delle onde potrebbe essere necessaria la reintroduzione di misure di contenimento.

Scenario due: forte picco autunnale

Lo scenario due ci dice che la prima ondata della primavera 2020 è seguita da una seconda e più grande ondata in autunno o in inverno 2020 e da una o più successive ondate più piccole nel 2021. Questo scenario richiederebbe la reintroduzione di misure di mitigazione in autunno per non rischiare il collasso delle strutture ospedaliere. Si tratta di uno scenario che ricalca quanto sperimentato nel 1918-19 con l’influenza spagnola. All’epoca, dopo una prima ondata minore nel marzo del 1918, si ebbe una seconda ondata, più forte, nell’autunno del 1918 ed una terza ancora più forte in inverno. Da quel momento iniziò la decrescita fino all’estate 1919.

Scenario tre: lenta diminuzione

Nel terzo scenario, la prima ondata della primavera 2020 è seguita da un lento consumarsi delle trasmissioni e dei casi di contagio senza una precisa direzione delle onde. Uno scenario che potrebbe differire da zona a zona e che comunque non si è mai registrato nelle pandemie passate. Secondo il Cidrap e come si legge sul Corriere, potrebbe, comunque, essere una possibilità che prevede tuttavia la presenza di casi e di decessi legati al Coronavirus.

Forse, non ci abbandonerà più

Non se lo augura nessuno ma, secondo gli americani, è possibile che con il passare del tempo anche il Covid-19 segua il destino degli altri virus: non ci abbandonerà e continuerà a circolare, sincronizzandosi secondo un modello stagionale con gli altri patogeni ma con minor severità.