La grande trappola del “confine”. Che cosa non si potrà fare qui

La grande trappola del “confine”. Che cosa non si potrà fare qui

3 Maggio 2020 0 Di direzione

Da Novara e Verbania a Piacenza e Bolzano: chi vive sul confine non potrà andare a trovare i propri parenti nella regione limitrofa

Da domani inizia la Fase due, che consentirà una maggior libertà di spostamento, all’interno della propria regione. Sarà possibile, infatti, uscire di casa anche per far visita ai “congiunti“, oltre che per lavoro, salute e situazioni di necessità.

Ma i confini tra diverse regioni restano blindati.

Infatti, da domani, si potrà uscire dalla propria regione solamente per motivi di lavoro, di salute, di urgenza o per tornare alle proprie residenze. Impossibile invece varcare il confine per andare a trovare i famigliari, fare sport e andare a fare la spesa. Ma in Italia ci sono molte città poste sul confine con un’altra regione, con la quale a volte hanno molti più punti di contatto rispetto alla propria.

In Piemonte, Novara e Verbania sono molto più vicine a Milano rispetto a Torino e normalmente migliaia di lavoratori e studenti si spostano verso il capoluogo lombardo. Ma c’è anche chi oltreconfine ha famigliari, che non potrà rivedere il 4 maggio. Inoltre, i pendolari novaresi sono preoccupati per la sicurezza e il mantenimento della distanza sociale sui mezzi pubblici: “Una soppressione o un guasto in linea potrebbero avere drammatiche ripercussioni sulla prevenzione dei contagi”, scrivono. Nella regione, anche Verbania si trova al confine, oltre che con la Lombardia, anche con la Svizzera. Per questo, nei giorni scorsi, il sindaco aveva chiesto di permettere ai suoi concittadini di poter raggiungere eventuali parenti oltre il confine.

Ancora ridotti anche gli spostamenti tra Alto Adige e Trentino, limitati a esigenze di lavoro e “cura degli affetti personali”, secondo quanto riporta Agi. Ma le province di Bolzano Trento stanno lavorando per definire delle regole ad hoc, per permettere gli spostamenti. Resta invece esclusa la possibilità di recarsi nel Tirolo austriaco, che con Alto Adige e Trentino formano la regione europea dell’Euregio.

Semaforo rosso, in Veneto, anche per il “Giro dei 4 passi”, che comprende i passi di Pordoi, Sella, Gardena e Campolongo. Dato che si trovano a cavallo tra Veneto, Trentino e Alto Adige, i ciclisti dovranno aspettare per tornare a pedalare sui pendii dei quattro passi.

Situazione unica quella delle città italiane che confinano con altri Stati, con cui hanno stretti rapporti. È il caso di Gorizia e Trieste, vicine alla Slovenia, e di Udine-Tarvisio, vicine all’Austria. Qui, i rapporti commerciali tra i due Stati e il Friuli Venezia Giulia sono sempre stati molto intensi. Ma la Slovenia ha allentato le misure che avevano limitato la circolazione dei cittadini. Lo Stato della Repubblica di San Marino, invece, è stato inglobato in quello dell’Emilia Romagna, di modo che gli abitanti del piccolo Stato possano andare a trovare i congiunti nella regione e viceversa.

Molte città hanno dovuto interrompere anche gli scambi commerciali, più attivi con zone di regioni limitrofe. In Abruzzo, molte città, legate a Roma, sono rimaste bloccate: “Ad eccezione dei negozi di generi alimentari di prossimità e vicinato, tutto il resto del commercio è fermo- ha detto il coordinatore regionale Abruzzo e Molise della Filcams Cgil-e si prepara un disastro a livello occupazionale”.

Quasi nessun cambiamento anche per Reggio Calabria e Villa San Giovanni, città che “confinano” con la vicina Sicilia. Nella regione, infatti, sono stati istitutiti controlli 24 ore su 24, per impedire gli ingressi non consentiti.