Il grido d’allarme dalla Grecia: “C’è una bomba a orologeria”

Il grido d’allarme dalla Grecia: “C’è una bomba a orologeria”

2 Maggio 2020 0 Di direzione

Le fiamme si sono alzate all’improvviso distruggendo gran parte dell’accampamento che sorge sulle colline alle spalle della cittadina di Vathy. La distesa di tende e capanne, costruita dai migranti che sbarcano sull’isola di Samos dalla vicina Turchia, è stata ridotta in cenere. Oltre 500 immigrati hanno perso tutto nei roghi e ora stanno cercando di ricostruirsi un rifugio di fortuna nella ‘giungla’. Nel campo profughi ufficiale, finanziato dall’Unione europea, non c’è abbastanza spazio per tutti: l’hotspot può infatti ospitare solo 648 persone, ma ad oggi sull’isola si contano oltre 6mila migranti. Vivono nella tendopoli – che si fa sempre più grande ogni giorno che passa – in condizioni precarie, senza acqua né luce (guarda qui i reportage de ilGiornale da Samos). E oggi, a tutto questo, si aggiunge anche il rischio di una epidemia di coronavirus.

“In un campo dove quasi 6.400 persone vivono a stretto contatto, le possibilità di contrarre il virus e infettare qualcuno sono davvero molto alte. Non è possibile mantenere le distanze e c’è un accesso limitato ai servizi igienici e alle cure mediche con solo due dottori a disposizione”, spiega a InsideOver Michiel Zwijnenburg di Samos Volunteers. Negli hotspot di Samos, Lesbo, Leros, Kos e Chios, dove sono stipati circa 40mila migranti, si teme così una catastrofe. Le misure adottate già da settimane da tutti i Paesi per contenere la diffusione del virus cinese, sulle isole sono impossibili da rispettare. Al momento, nei centri sovraffollati dell’Egeo non sembrano esserci casi di Covid-19, ma l’allerta è alta. Fino ad ora le autorità greche sono riuscite a limitare le infezioni, ma lontano dalla terraferma l’epidemia può esplodere da un momento all’altro. “Qui a Samos sono state predisposte alcune baracche per l’isolamento degli eventuali positivi. Prima di mettere in quarantena una persone però devono essere effettuati i test e, nel frattempo, il virus potrebbe aver già infettato altri migranti”, continua Zwijnenburg.

Esposti al rischio di contrarre il virus, i migranti “vivono nella paura perché per loro sarebbe difficile accedere ai servizi sanitari”. E così, giorno dopo giorno la tensione all’interno del campo cresce e spesso sfocia in violenza. Solo nell’ultima settimana sono scoppiati tre incendi che hanno distrutto parte dell’accampamento, lasciando oltre 500 richiedenti asilo senza un rifugio. Le cause sono ancora sconosciute, anche se “si ritiene che i roghi siano nati dagli scontri tra vari gruppi etnici che risiedono nel campo. In queste settimane, la tensione nella ‘giungla’ è più alta del solito a causa delle restrizioni poste ai migranti dal governo e anche per la paura di contrarre il coronavirus”, spiegano da Samos Volunteers. Spente le fiamme, gli attriti nel campo non si sono placati tanto che, per reprimere i disordini, le forze dell’ordine in tenuta antisommossa sono entrate più volte nella ‘giungla’.

“Questi incendi sottolineano ancora una volta l’urgente necessità di evacuare i campi pericolosamente sovraffollati”, continuano dall’organizzazione. Da settimane infatti diverse Ong stanno chiedendo alle autorità greche e all’Unione europea l’evacuazione dei centri sulle isole non solo per “fornire finalmente una soluzione a questo problema di lunga data”, ma anche per evitare la diffusione del coronavirus tra i migranti. Mentre sono in corso i primi trasferimenti verso alcune strutture sulla terraferma, il ministro per l’Immigrazione Notis Mitarakis ha annunciato la chiusura del campo di Samos. “La situazione a Vathy è molto difficile”, ha dichiarato il ministro spiegando però che sempre sull’isola, a pochi chilometri di distanza, è già in costruzione un nuovo centro di accoglienza. “Sostituire un campo con un altro non è una soluzione a lungo termine – tuona Michiel Zwijnenburg -, anche se la nuova struttura potrebbe ospitare più persone in condizioni migliori. Ma se non cambiasse niente, pure il nuovo centro sarà sovraffollato”.