Dalle autocertificazioni ai congiunti: i punti della fase 2 da chiarire

Dalle autocertificazioni ai congiunti: i punti della fase 2 da chiarire

2 Maggio 2020 0 Di direzione

A poche ore dal 4 maggio sono ancora tanti gli aspetti da chiarire. Forse oggi sul sito del governo verranno pubblicati i chiarimenti richiesti. Forse

La fase due ormai è vicina e molti, troppi, sono ancora gli aspetti che non sono stati chiariti dal governo. Oggi forse palazzo Chigi potrebbe decidere di pubblicare sul sito del governo le risposte alle domande fatte dagli italiani in questi giorni.

Comunque, come sottolineato dal Corriere, entro domani, domenica 3 maggio, obbligatoriamente dovranno essere chiarite le disposizioni contenute nel Dpcm che riguardano l’avvio della fase 2 che partirà lunedì 4 maggio. Come già siamo stati abituati in passato, in ultimo potrebbero essere fatte delle variazioni prima della pubblicazione del testo sulla Gazzetta Ufficiale. O anche venir date delle risposte alle domande più frequenti sul sito del governo. In un modo o nell’altro servono dei chiarimenti. Quando questi saranno messi nero su bianco il ministero dell’Interno si occuperà di inviare la circolare a questori e prefetti che dovranno far rispettare le norme ai cittadini, che rischiano di incorrere in sanzioni salate se non si capisce bene cosa si può e cosa non si può invece fare. Per quanto riguarda la popolazione, ancora senza risposta c’è la questione dei congiunti.

Tanti gli aspetti da chiarire

Questo dovrebbe essere il quarto motivo, dopo lavoro, necessità e salute, per poter circolare liberamente. E già ci sono dei problemi. Conte aveva definito congiunti gli affetti stabili. Il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, aveva allargato anche agli amici. Quelli veri però. Inteso tipo il migliore amico che si aveva a scuola. Nell’autocertificazione dovrebbe quindi esserci lo spazio anche per la visita ai congiunti. Senza però l’identità di questi, per motivi di privacy. Spostarsi all’interno della propria regione si può. Ma se il mio congiunto vive in un’altra regione? In teoria non è possibile fargli visita, ma questo è uno degli aspetti che devono ancora essere chiariti, non c’è nulla di scritto in proposito. Come sulla durata della visita, toccata e fuga o si può rimanere un paio di giorni?

Sembra invece consentito il ritorno al proprio domicilio e lo spostamento all’interno della regione. Ma un altro punto che manca di chiarezza riguarda le seconde case. Si può andare o no? Qualcuno dice sì, ma solo per effettuare lavori al loro interno. Qualcun altro pensa addirittura che ci si possa trasferire. Anche qui è il governo a dover rispondere. Di chiaro c’è che saranno possibili le passeggiate anche lontano da casa, ma non è stato detto in modo esplicito se serva comunque l’autocertificazione. Che in teoria non dovrebbe servire per l’attività fisica ma per la quale non sono però state ancora indicate limitazioni. Sembra si possa utilizzare il vecchio modulo per compilare la propria autocertificazione, ma manca l’ok di Palazzo Chigi sulla validità delle correzioni effettuate.

C’è chi si arrangia da solo

Insomma, mancano le indicazioni precise per poter ripartire, anche per quanto riguarda le attività lavorative. Tanto da portare aziende, negozianti e artigiani a rivolgersi direttamente ai virologi per capirci qualcosa. Stanchi di decreti, ordinanze e una moltitudine di regolamenti, come riportato da , hanno preferito arrangiarsi da soli. Fca e Ferrari hanno chiesto aiuto al virologo Burioni, mentre la Pirelli si è rivolta al dipartimento Sacco dell’Università di Milano, diretto da Galli. Ancora tra coloro che son sospesi i concessionari d’auto, le agenzie immobiliari, gli alberghi, i bar per il servizio d’asporto, i negozi di abbigliamento. Ma per quest’ultimi sembra ci sia ancora tempo, se ne riparlerà magari il 13 aprile, visto che dovrebbero riaprire il 14. Il governo deve cominciare a dare delle risposte chiare, o per la fase 2 dovremo davvero arrangiarci da soli.