La Fase 2 dell’estate italiana: ecco cosa succederà in spiaggia

La Fase 2 dell’estate italiana: ecco cosa succederà in spiaggia

1 Maggio 2020 0 Di direzione

Tutte le Regioni si stanno organizzando in tempo utile per studiare a fondo la Fase 2 estiva che ci vedrà in spiaggia, nei campeggi o in montagna. Ecco tutte le soluzioni: dai 50 mq del Veneto, ai termoscanner della Campania fino al numero chiuso della Sardegna

In spiaggia sì, ma come in un campo minato: le vacanze degli italiani saranno “osservate” da steward che ne terranno sottocontrollo ogni centimetro per evitare gli assembramenti, gli alberghi ed i villaggi vacanza studiano le mosse giuste per mantenere il distanziamento, i camping avranno postazione “lontane” l’una dall’altra.

La Fase 2 estiva, sebbene non sia ancora iniziata, va progettata per tempo e le Regioni si stanno organizzando per i mesi estivi. Da nord a sud, è un fioccare di idee e misure di sicurezza per farci godere un po’ di mare o di montagna, a seconda dei gusti.

Il “distanziamento organizzato” del Veneto

Da Bibione a Jesolo, le spiagge saranno organizzate in modo tale da avere a disposizione, a famiglia, postazioni da 50 mq sulla sabbia, una specie di “casetta” in riva al mare. Gli stabilimenti avranno percorsi dedicati, divieto di stazionamento nelle aree comuni e sanificazione di tutto (dai bagni ad ombrelloni, sdraio e lettini). Per prenotare ingresso e postazione si potrà telefonare o usare internet, così da evitare le file agli ingressi.

In Emilia-Romagna ecco i lettini a domicilio

In attesa di sapere se le spiagge adotteranno qualche fantasiosa idea come quella delle ormai famose barriere in plexiglass, si sta pensando di consentire il pranzo direttamente sotto l’ombrellone per evitare file ed assembramenti nei punti di ristoro. Per chi, invece, preferisce prendere il sole in terrazza o in giardino, a Rimini ci si sta organizzando per la consegna dei lettini direttamente a casa, come riporta il Corriere. Per gli amanti dei campeggi, invece, le associazioni di categoria sono già operative, con “almeno 30 metri quadri per ospite e 120 per ogni nucleo familiare o equipaggio formato da quattro persone” fanno sapere Monica Saielli di Assocamping e Franco Vitali di Faita Federcamping.

Steward in Liguria

In Liguria hanno già le idee chiare: il governatore Giovanni Toti sta predispondendo un servizio di steward sulle spiagge per controllarne gli accessi e consentire, in un secondo momento, di “far andare anche i turisti nelle spiagge liguri, magari non nelle prossime settimane ma a partire da giugno”. Sulla sabbia sarà più difficile contrarre il virus perché “siamo all’aria aperta, sono ventilate, la sabbia e l’acqua del mare sono germicidi potenti, i raggi del sole sono un disinfettante”, conclude Toti.

Lazio con il braccialetto

Ostia, Fregene, Anzio e, più giù, il Circeo: il litorale laziale ha tanti chilometri di spiaggia che non possono in alcun modo rischiare di essere affollati: è per questo che si sta pensando di creare un’app che possa consentire di prenotare il proprio posto in spiaggia ed un “braccialetto” che segnali eventuali assembramenti. Tutte le spiagge avranno ingressi a numero chiuso e distanziamento garantito ovunque, con bar e ristoranti con due metri tra i tavoli e un metro dal bancone.

Termoscanner in Campania

La Costiera Amalfitana, le numerose spiagge e le isole della Campania sono tra le mete più battute dai vacanzieri. In Costiera e nel Cilento si sta pensando di regolare gli ingressi nelle spiagge affidando ai vigili i controlli sui tratti “liberi”. Sull’isola di Ischia, invecem si pensa di creare delle piattaforme galleggianti gestite direttamente dagli stabilimenti che possano ospitare due-tre persone con lettini e protezione per il sole.

Salento e Sardegna a braccetto, tra tampone e “passaporto”

Il governatore della Puglia Emiliano vorrebbe consentire l’ingresso nella Regione a tutti, ma se non sarà possibile bisognerà controllare gli spostamenti dei vacanzieri sottoponendoli a tampone. “Abbiamo bisogno che le aziende balneari ci aiutino a fare controlli, a fare distanziamento e a gestire anche i tratti di spiaggia libera”, afferma Emiliano.

In Sardegna, invece, niente plexiglass perché “le nostre spiagge non consentono camminamenti sanificati perché avrebbero un impatto devastante su un ecosistema già fragile”, fanno sapere dalla Regione. Quindi, sulle spiagge libere ci sarà un “numero chiuso” mentre i controlli saranno effettuati con i droni e i vigili tra i bagnanti. Vita difficile anche per chi volesse raggiungere l’Isola: il governatore Solinas ha in mente un “numero chiuso” anche per i tanti italiani vogliosi di un bagno in Costa Smeralda.

L’idea è quella di un “passaporto sanitario“: prima della partenza bisognerà avere con sè un certificato di tampone negativo e, all’arrivo sull’Isola, verrà effettuato un test rapido. In più, si inviteranno i vacanzieri a scaricare un’app per tracciare gli spostamenti e circoscrivere eventuali focolai.

Insomma, estate complicata da nord a sud. Pur con tutti questi “ostacoli”, l’importante sarà un po’ di relax dopo mesi difficili e, purtroppo, indimenticabili.