È bufera sul Dpcm di Conte: “Parlamento escluso da scelte”

È bufera sul Dpcm di Conte: “Parlamento escluso da scelte”

29 Aprile 2020 0 Di direzione

Il premier continua a gestire l’emergenza coronavirus con un Dpcm dietro l’altro. La presidente del Senato Casellati: “Io sono in difficoltà”

“Ricevo tutti i giorni moltissimi messaggi da cittadini che non mi chiedono aiuti, chiedono di tornare a lavorare.

Io ho una difficoltà perché il Parlamento, che è il cuore della democrazia, è la voce dei cittadini, è escluso dalle scelte future. Ma il Parlamento è il primo interlocutore del governo, è lì che si realizza l’unità nazionale”. Lo ha dichiarato la presidente del Senato, Elisabetta Alberti Casellati, intervistata al Tg1. Un Parlamento escluso dal premier che continua a gestire l’emergenza coronavirus con un Dpcm dietro l’altro.

Il primo a criticare duramente il presidente del Consiglio è stato Matteo Renzi: “Ora basta, non possiamo calpestare i diritti costituzionali con un Dpcm. Trasformiamo il testo in un decreto e portiamolo in Parlamento”. “Un presidente del Consiglio non può con proprio decreto cambiare la Costituzione – ha sottolineato il leader di Italia Viva al Tg5 -. Noi siamo dalla sua parte, ma non può essere un atto personale del premier, non si può fare con un Dpcm. È vero che la salute è importante, ma è importante anche la liberta e non può esser messa in discussione”.

Ma le critiche allo strumento che il governo Conte sta utilizzando anche per regolamentare la fase 2 arrivano da tutte le parti politiche. Dagli esponenti di Leu e +Europa a quelli di Forza Italia e Fratelli d’Italia. “Il Parlamento non decide niente, ci sono quattro persone che si chiudono dentro una stanza e decidono del futuro di milioni di persone. Noi la fase 2 la vogliamo discutere e votare in Parlamento e non resteremo a guardare”, ha tuonato Giorgia Meloni. I richiami giungono anche da alcuni costituzionalisti. “Non arriverei a dire che il governo calpesta la Costituzione, ma sicuramente l’ha un po’ dimenticata e messa da parte sin dall’inizio. L’ha un po’ stropicciata“, ha affermato Sabino Cassese. “A oltre due mesi della dichiarazione di emergenza da parte del governo forse la scelta di un ulteriore Dpcm, sanato da un dl, forse rischia di essere un modo inelegante per procedere, difficilmente da intendere se si invoca il principio di leale collaborazione”, ha invece dichiarato Francesco Clementi.

La risposta a tutte le critiche arriva da Piacenza. “Sono decreti del presidente del Consiglio, ma quello del governo è un lavoro collegiale”, ha replicato Giuseppe Conte. “Per la natura di questa epidemia, bisogna decidere, bisogna intervenire anche in poche ore. Questo non significa che le prerogative del Parlamento non siano state rispettate. Io sono stato più volte in Parlamento, ho incontrato maggioranza e opposizione, i decreti legge saranno ovviamente convertiti dal Parlamento”.