Varato il nuovo ponte di Genova. “La nostra Italia s’è desta”

Varato il nuovo ponte di Genova. “La nostra Italia s’è desta”

28 Aprile 2020 0 Di direzione

A presenziare alla cerimonia, oltre al sindaco di Genova Marco Bucci ed il governatore della Regione Liguria Giovanni Toti, anche il premier Giuseppe Conte ed il ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli: “Un simbolo dell’Italia che non si arrende”

In questo periodo così difficile per il nostro Paese, arriva un barlume di speranza, una luce in fondo al tunnel che potrebbe diventare il simbolo della ripresa: la costruzione del nuovo ponte di Genova, infatti, è arrivata a conclusione.

Questa mattina l’ultima campata, la diciannovesima trave in acciaio, ha raggiunto la sua posizione nel versante Est del ponte, andando finalmente a completare la struttura progettata dall’architetto Renzo Piano.

Ad assistere a questa celebrazione il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ed il ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli, che hanno presenziato al varo mentre l’operazione veniva salutata dal suono delle sirene. Testimoni dell’evento anche il sindaco di Genova Marco Bucci ed il governatore della Regione Liguria Giovanni Toti, entrambi commossi e soddisfatti.

“Un simbolo dell’Italia che non si arrende, della Liguria che non si è mai fermata nonostante tutto, portando nel cuore le 43 vittime del Ponte Morandi. L’Italia s’è desta, benvenuto ponte di Genova”, ha dichiarato Toti, emozionato. “Questo ponte deve infiammare il nostro immaginario. Consola vedere che questa opera è nata da un grande lavoro collettivo e che sia stata realizzata in tempi molto brevi”, ha commentato Renzo Piano, felice di veder compiuta la propria opera.

Lo stesso premier, prima di lasciare la cerimonia (in giornata dovrebbe visitare le città di Lodi e Codogno), ha espresso grande soddisfazione per questo importante traguardo.”Lo Stato non ha mai abbandonato Genova. Lo abbiamo solennemente detto a poche ore dalla tragedia: ero già qui e abbiamo detto subito che Genova non sarebbe stata lasciata sola. Questa presenza è doverosa ma sono qui anche con grande piacere perché oggi suturiamo una ferita“. “Questa suturazione della ferita di Genova giunge in un periodo di particolare emergenza: non avremmo mai pensato di affrontare un’emergenza del genere, sanitaria, economica, sociale. Con gli altri leader siamo tutti consapevoli che in Europa è la più grande tragedia, la più grande sfida che affrontiamo dal dopoguerra a oggi. È un cantiere simbolo per l’Italia intera: è il cantiere dell’Italia che sa rialzarsi, che si rimbocca le maniche, non si lascia abbattere, non si lascia sopraffare. Genova è un modello per l’Italia. E insegna che il più grande atto d’amore è impegnarsi a ripartire insieme”.

Una guida ed una speranza per l’intero nostro Paese, che nonostante le grandi difficoltà ha sempre trovato la forza per rialzarsi. Ieri sera, alla vigilia della posa in opera, proprio in omaggio all’Italia ferita il ponte si è tinto del tricolore, emozionando tutti.

“Credo che nulla consolerà le 43 famiglie che hanno perso i propri cari, ma spero che la risposta delle istituzioni possa in parte mitigare il loro dolore”, ha affermato Giovanni Toti.

“Vedere completata la struttura del nuovo ponte dimostra, al di là di polemiche e slogan, che in questo tempo faticoso il governo ha saputo prendere decisioni giuste, scegliendo che cosa tenere aperto, come farlo, e cosa chiudere perché insicuro. Genova offriva le condizioni di sicurezza per andare avanti”, ha affermato anche il ministro Paola De Micheli.