I 500 coronavirus “nascosti” che potrebbero invaderci

I 500 coronavirus “nascosti” che potrebbero invaderci

28 Aprile 2020 0 Di direzione

Il gruppo di scienziati che fa ricerche sui pipistrelli ha trovato più di 500 coronavirus sconosciuti. Tra questi, un “parente” del Covid-19, scoperto nel 2013

Prima indossano guanti e maschere che coprono ogni centimetro della loro pelle. Poi, i cercatori di pipistrelli si infilano nelle grotte, per catturarne alcuni esemplari, da cui estrarre un campione di sangue da poter studiare, a caccia di qualche nuovo coronavirus.

È così che gli studiosi sono riusciti a individuare 500 nuovi coronavirus. Dopo aver catturato i pipistrelli, i team di ricercatori li addormentano con un leggero anestetico ed estraggono dei campioni di sangue dalle vene sulle ali. Inoltre, effettuano tamponi orali e fecali. A raccontarlo alla Cnn è Peter Daszak, presidente di una Ong americana specializzata nella rilevazione di nuovi virus e prevenzione della pandemia, partner del progetto Predict, fondato nel 2009, con l’obiettivo di “rafforzare la capacità globale di rilevamento e scoperta di virus con potenziale pandemico che possono spostarsi tra animali e persone”. Il progetto opera in 31 Paesi, dalla Cina al Kenya.

Daszak ha raccontato di aver visitato, negli ultimi 10 anni, oltre 20 paesi, raccogliendo più di 15mila campioni dai pipistrelli, che hanno portato alla luce 500 nuovi coronavirus. Uno di quelli, trovato in una grotta della Cina nel 2013 potrebbe essere un antenato del Covid-19. Quando il nuovo virus comparve, alla fine di dicembre dello scorso anno, un virologo del Wuhan Institute of virology lo paragonò subito, inserendolo nel database contenente gli altri 500 coronavirus identificati: “Il nuovo coronavirus è stato abbinato a un campione prelevato da una mazza a ferro di cavallo in una grotta nello Yunnan nel 2013. Era identico al 96,2%”. Per fare il salto nell’uomo, i coronavirus devono essere in grado di legarsi ai ricettori delle cellule, il che solitamente richiede un ospite intermedio, che veicoli il patogeno dal pipistrello. “È molto probabile che sia stato coinvolto un ospite animale intermedio che abbia trasmesso il virus all’uomo, rappresentando la differenza del 3,8% nel genoma”, ha spiegato il virologo che ha scoperto la parentela del Sars-CoV-2 con quello trovato nel 2013.

Sapere l’origine del nuovo coronavirus, che ha causato la pandemia mondiale, può aiutare gli scienziati a capire come sia diventato contagioso per l’uomo, così da poter prevenire ulteriori focolai. Inoltre, “i campioni di sangue prelevati dai pipistrelli contengono anticorpi, che hanno prodotto per combattere il virus. Questi potrebbero servire come base per lo sviluppo di un vaccino o di un trattamento al plasma contro un nuovo patogeno”.