Quelle foto choc da El Salvador: detenuti ammassati in carcere

Quelle foto choc da El Salvador: detenuti ammassati in carcere

27 Aprile 2020 0 Di direzione

Tale trattamento umiliante inflitto ai detenuti è stato deciso dal governo di El Salvador dopo una strage avvenuta venerdì sera per mano delle gang

Delle immagini provenienti da una prigione di El Salvador stanno scioccando il mondo, poiché mostrano una “distesa di corpi”. Le foto in questione immortalano appunto centinaia di detenuti letteralmente “appiccicati”, in palese violazione della regola prudenziale anti-Covid del distanziamento interpersonale.

Tale scandalo esplode nella nazione centroamericana mentre lì l’epidemia contagia, in base agli ultimi dati, 298 persone, con soli 8 decessi. Il 22 marzo scorso, il governo salvadoriano ha decretato lo stato d’emergenza sanitaria.

Le immagini incriminate di uomini ammassati, anche se ciascuno con indosso una mascherina, sono state scattate sabato nel cortile del penitenziario di Izalco, nell’ovest del Paese.

La decisione di disporre in quel modo gli ospiti della struttura sarebbe stata presa dalle autorità locali, ha spiegato quale reazione, dal significato punitivo, a una strage che, venerdì sera, è costata 22 vittime a El Salvador.

Il massacro in questione, in cui sarebbero coinvolte le gang centroamericane, ha infatti spinto il presidente della repubblica Nayib Bukele, in carica dallo scorso giugno, a imporre una stretta nei confronti della popolazione carceraria e dei malavitosi rinchiusi nei penitenziari.

Per effetto della linea dura adottata dall’esecutivo come ritorsione al bagno di sangue perpetrato dalle bande criminali, tutti i detenuti in odore di mala sono stati appunto, come documentano le foto di Izalco citate dal giornale romano, fatti uscire dalle rispettive celle, assembrati a torso nudo e fatti sedere, per ore, a strettissimo contatto gli uni con gli altri, al fine di umiliarli.

Intente a sorvegliare la distesa di corpi vi sono le guardie carcerarie, anch’esse munite di mascherine.

Sempre in applicazione del regolamento d’emergenza varato da Bukele, i presunti capi delle gang attualmente rinchiusi nelle prigioni nazionali, sono stati messi in isolamento.

Ogni attività all’interno dei penitenziari salvadoriani, inoltre, è stata sospesa e ai carcerati è stato interdetto ogni contatto con l’esterno.

La stretta decisa dal presidente, fanno sapere entrambe le testate, resterà in vigore fino a nuovo ordine

A sostegno della linea dura promossa dal capo dello Stato si è subito schierato Osiris Luna Meza, viceministro della Giustizia con delega all’Amministrazione penitenziaria.

Oltre a disporre l’applicazione di misure d’emergenza punitive negli istituti di pena, il presidente ha anche assicurato ai cittadini, rimarca l’organo di informazione d’Oltremanica, la prosecuzione delle indagini sui responsabili della strage di venerdì.

Quelle 22 vittime rappresentano, il più tragico bilancio di sangue mai verificatosi in El Salvador dall’insediamento di Bukele.

Oggi però, riporta l’Agenzia Nova, la lotta delle autorità locali contro il crimine si è arricchita di un nuovo capitolo, in quanto lo stesso Bukele ha autorizzato l’uso della forza letale contro le gang.