Fase 2, l’ira del centrodestra: “Conte massacra interi settori”

Fase 2, l’ira del centrodestra: “Conte massacra interi settori”

27 Aprile 2020 0 Di direzione

La conferenza stampa del presidente del Consiglio Conte sulla fase 2 manda su tutte le furie il centrodestra: “Così gli imprenditori chiudono tutto”

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Contesceglie di non decidere. Un gran rifiuto che scontenta tutti: centrodestra, Chiesa e italiani.

“Un’altra lunga e confusa conferenza stampa di Conte per dirci che, in sostanza, la fase due è quasi identica alla fase uno”. Giorgia Meloni commenta a caldo le dichiarazioni di Conte che ha annunciato le nuove misure previste per il 4 maggio. È dura nel dire che il premier “condivide le scelte sul futuro di ognuno di noi, probabilmente con il suo entourage, sicuramente non con il Parlamento italiano”.

“Intanto posso dire che non condivido minimamente la scelta di riaprire le attività produttive per settori e lasciare fermi per molte settimane interi comparti economici, esponendoli a una chiusura quasi certa”. Per la leader di Fratelli d’Italia il criterio doveva essere un altro: chi può garantire le norme anti contagio e la sicurezza dei lavoratori deve poter riaprire. E lo Stato deve sanificare a spese sue. Invece no. Si decide che qualcuno non deve avere speranza.

Imprenditori, artigiani e commercianti sono pronti a riaprire subito in sicurezza, ritardi e incertezze faranno chiudere migliaia di aziende e perdere milioni di posti di lavoro. Senza contare il nulla a favore delle famiglie o del turismo.”Ripartire in sicurezza, ma riaprire”, tuona Matteo Salvini. “Ribadisce che occorrono buon senso e coraggio, bisogna fidarsi degli italiani e farli tornare a sperare, guadagnare, camminare, lavorare, sognare. Lavoratori, imprenditori, artigiani, ristoratori, commercianti, precari, partite Iva e padri di famiglia non possono più aspettare”, sottolinea il leader della Lega. “Tantissimi cittadini ci chiedono di organizzarci, non solo in rete, per farci vedere e sentire. Sicuri, con le mascherine, a distanza, pacifici e determinati, noi siamo pronti”, annuncia. “Oltre al virus, fame e mancanza di libertà? Non lo possiamo permettere. Prima di tutto, l’Italia e gli italiani”, dice ancora.

“Hanno creato 15 task force per arrivare a chiusure fino a maggio e forse al permesso di andare a trovare mamma e papà, ma se abitano nella nostra città e previa autocertificazione. Possiamo dire basta? Dopo 47 giorni di reclusione diciamo basta, fateci uscire, e guadagnare e lavorare, e fare la nostra vita, certo mai come prima”. Infine spiega: “Perché questa mancanza di coraggio e di certezze? Perché aprire a giugno molte attività? Al governo qualcuno ha capito che molte non riapriranno, se vanno avanti così? Che così porteranno i libri in tribunale”.

Dura anche Forza Italia. “Il merito delle misure andrà esaminato nel dettaglio perché non ci si può limitare a commentare una sorta di parziale e insufficiente televendita dell’avvocato Conte. Trovo comunque sconcertante che una comunicazione, da tempo programmata e non dovuta a fatti improvvisi, non sia stata preceduta da una comunicazione di garbo e quantomeno di rispetto nei confronti dei leader dell’opposizione”, dichiara il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri. “In una democrazia e in un momento così difficile occorre un rispetto reciproco che noi stiamo avendo in tante occasioni, che il governo non ha mai nei confronti delle opposizioni. Una persona che gestisce così i rapporti non è in grado di guidare il Paese in un momento così difficile”.

“Mi chiedo poi cosa avverrà per le misure economiche che il Paese attende, perché rinviando l’apertura di molte attività di settimane o di mesi serviranno soldi a fondo perduto per tantissime di loro. E di questo dove si dovrà discutere? Il metodo è ancora peggiore del merito. Ma da Conte non mi aspettavo nulla di più. Io certo in Parlamento non farò da cameriere a un personaggio di questa fatta”, conclude Gasparri.

Gli fa eco Anna Maria Bernini, capogruppo azzurra in Senato. “Conte deve essersi autonominato ministro della propaganda, perché stasera, per l’ennesima volta, ha sequestrato la prima serata degli italiani per annunciare quello che già gli italiani purtroppo sapevano, tra excusatio non petite sui soldi che ancora non arrivano e cantieri che dovevano riaprire domani e invece non riaprono”. Di fronte alla tragedia di imprenditori che rischiano di perdere per sempre la propria azienda, di fronte a milioni di italiani che si vedono ancora negata la libertà di muoversi, la Bernini si aspettava almeno un cronoprogramma preciso illustrato con un intervento breve e chiaro. E non un’altra invasiva quanto inutile esternazione a reti unificate di un uomo solo al comando che continua peraltro a ignorare le opposizioni e il Parlamento, ossia l’espressione della volontà popolare e la casa degli italiani.