Immigrati in quarantena si ribellano: “Vogliamo più cibo per il Ramadan”

Immigrati in quarantena si ribellano: “Vogliamo più cibo per il Ramadan”

26 Aprile 2020 0 Di direzione

Rivolta dei migranti ospiti dell’Hotel Capannelle. Ira della Lega: “Basta buonismi, rimpatrio immediatio”. Residenti stufi pronti alla protesta di piazza

Gli immigrati in quarantena pretendono più cibo per festeggiare il Ramadan: nasce da qui la protesta sorta presso l’Hotel Capannelle, che ospita gli extracomunitari trasferiti dopo i casi di Corononavirus al Selam Palace della Romanina e dal centro accoglienza di via Codirossoni a Torre Maura.

Verso le ore 20.00 di ieri sera è partita la contestazione, prontamente segnalata da Carmen Pizzirusso, rappresentante delle associazioni dei commercianti del VII Municipio. La questione è stata denunciata anche da Manuela Rella: “La miccia è partita da un immigrato e poi tutti gli altri hanno iniziato a urlare fuori dalle stanze, tutti insieme e senza mascherine”.

La vicepresidente del comitato di quartiere Statuario-Capanelle sul proprio profilo Facebook ha descritto quanto accaduto: “Dalle ore 20 è iniziata una protesta vivace da parte di alcuni ‘ospiti’ della struttura (non si è capito il motivo)”. Non avendo gli strumenti idonei per entrare in contatto con persone positive al Covid-19, la polizia chiamata in causa non è potuta intervenire: “Le operatrici Asl hanno deciso di far portare via uno degli ospiti (quello che da tre giorni sta creando problemi di notte). Essendo positivo hanno chiamato l’ambulanza”. Successivamente sono arrivate 7 auto della polizia, 2 dei carabinieri e 4 ambulanze: “Nessuno si voleva prendere la responsabilità di entrare e portare via il tipo”. Per far tornare la situazione alla normalità ci sono volute quasi 5 ore: “Dopo varie discussioni tra gli operatori alle ore 00.30 sono riusciti a portare via l’ospite positivo al virus (pure molto agitato)”.

“Stop buonismo, ora rimpatri”

Diversi giorni fa un gruppo di residenti del quartiere romano di Statuario-Capannelle aveva deciso di manifestare in seguito all’arrivo di alcuni stranieri nel vicino hotel: preoccupati dal fatto che i nuovi ospiti potessero non rispettare le regole, molti residenti si sono presentati davanti all’edificio per chiedere spiegazioni alle autorità locali. Dopo aver saputo delle presenza dei positivi nell’albergo, mentre fino a ieri sarebbe stato detto il contrario, il comitato di quartiere ha annunciato che chiederà nuovamente chiarimenti in merito. Come riportato da Il Tempo, Manuela Rella ha fatto sapere di essersi messa in contatto con Monica Lozzi: la presidente del VII Municipio ha chiesto al sindaco Virginia Raggi di bloccare gli arrivi nell’hotel “fino a quando non si sarà calmata la situazione, anche se stamattina un altro ospite è già arrivato”.

“Basta buonismi ma rimpatrio immediato per i migranti che, evidentemente non paghi del vitto e alloggio in un hotel a 4 stelle offerto dalla Regione Lazio, stanno letteralmente disturbando con comportamenti incivili la quiete pubblica di numerosissimi cittadini del quartiere Statuario a Roma che loro sì stanno scontando la quarantena”, tuona a chiare lettere Daniele Giannini. Il consigliere regionale della Lega, già autore di un’interrogazione in merito all’Hotel Capannelle all’indirizzo del governatore Zingaretti e dell’assessore alla Sanità Alessio D’Amato, ha chiesto spiegazioni sull’eventuale positività, sullo svolgimento dei tamponi e sulla provenienza degli immigrati: “Una vergogna insomma senza precedenti che ci vedrà costretti a una imponente manifestazione proprio sotto quell’albergo già il 4 maggio se la situazione non si sarà risolta prima”.

Una mancanza di informazioni che non è più tollerabile e che presto potrebbe sfociare in una vera e propria protesta di piazza: “Già ieri una quarantina di residenti, giustamente preoccupati, si sono ritrovati presso la struttura attirati da urla e schiamazzi e dall’intervento delle forze dell’ordine e degli operatori della Asl”. Pertanto Chiara Colosimo (consigliere regionale di Fratelli d’Italia) e Fulvio Giuliano (vicepresidente del Consiglio del VII municipio) hanno chiesto all’Amministrazione regionale, all’agenzia della protezione civile e alla Croce Rossa di “non fuggire più dalle proprie responsabilità”, spiegando in maniera chiara “cosa sta succedendo, per quanto tempo deve durare e come si intende procedere visto che, se fossero veramente pazienti in quarentena, il periodo stabilito sta per scadere”