Passeggiate libere e visite ai familiari. L’autocertificazione solo fuori Regione

Passeggiate libere e visite ai familiari. L’autocertificazione solo fuori Regione

25 Aprile 2020 0 Di direzione

Abbiamo la bozza. Abbiamo indizi sulla vita nuova che ci aspetta dal 4 maggio in poi.

Abbiamo la bozza. Abbiamo indizi sulla vita nuova che ci aspetta dal 4 maggio in poi. Quando il lockdown sarà meno rigido e avremo qualche sconto di pena, quella pena a cui non ci ha condannato un giudice severo ma un virus invisibile.

La bozza è quella preparata dalla controversa task force allestita dal governo con diciassette «esperti» al comando del supermanager Vincenzo Colao, non senza qualche mal di pancia per l’ombra allungata da quest’ultimo sulla figura del premier Giuseppe Conte e per la presunta Opa lanciata da Colao sulla sostituzione di «Giuseppi» nei prossimi mesi a Palazo Chigi. Come che sia il documento con le raccomandazione dei Colao boys è ora sul tavolo di Conte, che dovrà tenerne conto per tracciare la road map che a partire dal fatidico 4 maggio (ma in verità anche dal 27 aprile) dovrebbe portarci verso una normalità che comunque non conquisteremo appieno prima della fine del 2020.

Vediamole, queste tappe. Che saranno percorse, naturalmente, soltanto se i dati sulla diffusione dei contagi continueranno a migliorare e se i sistemi sanitari saranno meno sotto pressione.

27 APRILE

Mancano appena due giorni al lunedì in cui potrebbero partire le prime aperture, quelle per le aziende che producono macchine agricole e per i cantieri navali. Ci sono due ostacoli a questo «anticipo» di Fase 2: i tempi tecnici per varare il Dpcm, che sono molto stretti; e il possibile ostruzionismo dei sindacati. Staremo a vedere, manca davvero poco.

4 MAGGIO

E l’X Day. Da questa data via libera a quasi tre milioni di lavoratori (nella bozza si fa il numero preciso di 2.826.988) a cui si dovrebbero aggiungere 861.384 smart worker e 369.181 «over 60» la cui sorte è ancora in discussione: potranno uscire o no? Sono coloro che lavorano nei settori che tra nove giorni dovrebbero essere «stappati»: oltre alle aziende che producono macchine agricole e per la silvicoltura e per i cantieri navali (se non ci sarà stato l’anticipo) parliamo di attività immobiliari, aziende di telecomunicazioni, fabbriche di locomotive, per gli aeromobili e per altri settori importanti del made in Italy come tessile e moda. Le aziende potranno riaprire soltanto se adotteranno «adeguati protocolli di sicurezza» che andranno concordati con le rappresentanze sindacali. Lo scopo è fissare regole valide per tutto il territorio nazionale, stabilendo criteri che tengano conto non soltanto della situazione sanitaria ma anche delle implicazioni sociali e psicologiche. Naturalmente questo «sblockdown» dovrà essere accompagnato da un adeguato piano di trasporto pubblico locale, con misure che illustriamo in altra parte del giornale ma che comunque dovrebbero prevedere – in controtendenza con le politiche di trasporto perseguite quasi ovunque negli ultimi anni – un incentivo all’uso dei mezzi privati rispetto a quelli pubblici. Per i comuni cittadini ci sarà un lieve allentamento delle norme che regolano i movimenti: via libera alle passeggiate con figli minori (massimo due adulti), sui parchi decideranno i comuni, si potrà andare a visitare parenti e amici, lo sport all’aria aperta sarà cosnentito anche a distanza da casa purché da soli e per un tempo congruo. I movimenti all’interno del comune o della stessa regione non dovranno essere «giustificati» dall’autocertificazione, che potrebbe essere invece richiesta per i viaggi da una regione all’altra, autorizzati solo per comprovate esigenze lavorative, sanitarie o familiari da obliterare caso per caso. Ripartono anche Lotto e Superenalotto.

11 MAGGIO

È il lunedì dello sblocco dei negozi, che potranno essere riaperti qualora rispettino le seguenti regole: distanziamento, ingressi scaglionati, percorsi separati di entrata e uscita, dispenser con disinfettante a disposizione di tutti, commessi e clienti protetti con mascherine (i primi anche con guanti). Possibile che ci siano regole diverse per negozi piccoli (sotto i 40 metri quadri) e quelli più grandi. Per i negozi di abbigliamento deve essere prevista la sanificazione dei capi provati e non acquistati dai clienti. Resteranno chiusi i centri commerciali e i mercati rionali non alimentari.

18 MAGGIO

Una settimana dopo dovrebbero riaprire parrucchieri, centri estetici, bar e ristoranti, naturalmente con stringenti regole di distanziamento sociale. Bar e ristoranti dovranno evitare le attività da banco e limitarsi a servire i tavoli ben distanziati, sfruttando ove possibile (e vista la bella stagione) gli spazi aperti considerati meno pericolosi. A questa data dovrebbe anche essere di nuovo consentita la circolazione tra regioni differenti senza autocertificazione.

DA GIUGNO IN POI

Detto che l’uso di mascherine e il rispetto del «distanziometro» dovrebbe durare ancora a lungo, nei mesi estivi, qualora i dati del contagio dovessero continuare avvicinandosi allo zero, potrebbero pian piano riaprire palestre, cinema (forse quelli all’aperto potranno riaprire prima), teatri, discoteche, eventi sportivi. Dovrebbero comunque essere vietati o comunque scoraggiati gli eventi che favoriscono gli assembramenti. La Fase 2 non è ancora arrivata, la Fase 3 appare lontanissima.