“Pietro Genovese era al telefono quando investì Gaia e Camilla”

“Pietro Genovese era al telefono quando investì Gaia e Camilla”

23 Aprile 2020 0 Di direzione

L’informativa sul terribile incidente avvenuto lo scorso 22 dicembre che ha visto coinvolte le due 16enni Gaia Romagnoli e Camilla von Freymann: “Pietro Genovese stava usando WhatsApp”

Pietro Genovese era al telefono nel momento in cui ha investito Gaia Romagnoli e Camilla von Freymann, la notte del 22 dicembre 2019.

Al momento dell’impatto avvenuto in corso Francia a mezzanotte e 27 minuti, Pietro stava utilizzando Whatsapp, la nota app di messaggistica istantanea. Per essere più precisi, il figlio del regista Paolo Genovese aveva selezionato 4 immagini e un video inviandoli ad uno o più destinatari. Un’azione della durata di diversi secondi, che purtroppo sono stati fatali alle due 16enni, infine decedute.

A rendere noto questo retroscena, che aggrava ulteriormente la posizione di Pietro Genovese, è l’informativa della polizia postale, allegata gli atti di indagine. Gli inquirenti hanno ricostruito i minuti a ridosso della morte delle due ragazze. Dopo di ciò, è stata fatta richiesta di giudizio immediato nei confronti di Pietro, contestandogli, inoltre, l’articolo 173 del codice della strada, che vieta in maniera chiara e insindacabile l’utilizzo del cellulare durante la marcia.

Pietro Genovese, la sua posizione si aggrava ulteriormente

La posizione del 21enne Pietro Genovese, figlio del regista Paolo (noto per film quali Immaturi – Il viaggio Tutta colpa di Freud) si aggrava ancora di più. Il pm Roberto Felici ha accusato il giovane di duplice omicidio stradale aggravato. La sera dell’uccisione di Gaia Romagnoli e Camilla von Freymann, Pietro Genovese viaggiava oltre il limite dei 50 chilometri orari. La consulenza parla di 90 chilometri orari. Nel corpo del 21enne c’era un tasso alcolemico inaccettabile per poter stare alla guida: 1,4 grammi per litro, mentre il limite consentito dalla legge è 0,5 e 0 per i neopatentati. Ora si viene a sapere che Genovese stava usando lo smartphone poco prima dell’impatto che ha portato alla morte le due 16enni.

Tra le contestazioni c’è anche quella di non essersi fermato subito, ma soltanto 180 metri dopo il luogo del duplice investimento. Insomma, l’auto di modello Koleos, appartenente a Pietro Genovese, è andata avanti per un bel pezzo di strada dopo l’impatto con Gaia e Camilla, fermandosi sulla rampa della tangenziale, in direzione Salaria, per poi fermarsi in quanto non più marciante. Solo allora il giovane, in compagnia di due amici che si trovavano con lui in macchina, ha deciso di tornare indietro per capire la situazione. Ha dunque atteso l’arrivo della polizia municipale, per essere sottoposto agli esami previsti in tal caso. Tornando al cellulare, secondo quanto scoperto dagli inquirenti, Pietro Genovese lo statava usando nell’istante in cui è avvenuto l’impatto con le due 16enni. Mentre era alla guida dell’auto ha selezionato 4 immagini e un video per poi spedirli tramite Whatsapp ad uno o più utenti. L’azione è iniziata 00:27:30 per terminare a 00:27:49, ben 19 secondi.