Il vertice decisivo in Europa: ecco il “dossier” del governo

Il vertice decisivo in Europa: ecco il “dossier” del governo

23 Aprile 2020 0 Di direzione

L’Italia chiederà a Bruxelles la creazione di un Recovery Fund Europeo dal valore di 1-1,5 trilioni di euro, da raccogliere con bond perpetui

La richiesta che l’Italia metterà sul tavolo del Consiglio europeo, in corso adesso in teleconferenza, è chiarissima.

Una nota tecnica preparata dal governo prevede la creazione di un Recovery Fund Europeo dal valore di 1-1,5 trilioni di euro, da raccogliere con bond perpetui.

Questo fondo dovrà inoltre essere utilizzato dagli Stati membri per “finanziare le misure e le politiche legate alla crisi Covid-19”, tra cui, in particolare, il sostegno all’occupazione, alle imprese e al settore sanitario, inclusa la preparazione della ricostruzione e la fase di ripresa.

Le richieste dell’Italia e i nodi da sciogliere

“Data la gravità della crisi e del suo impatto sull’economia – si legge nella nota – l’ammontare dei prestiti del Fondo dovrebbe essere tra 1 e 1,5 trilioni“. Il documento precisa inoltre che il Fondo non è destinato a mutualizzare il debito esistente, ma che sarà uno “strumento temporaneo e durerà solo fino a quando persistono le conseguenze sanitarie e economiche del Covid-19”.

Il Fondo potrebbe essere finanziato da bond comuni ”con una maturità il più lunga possibile” emessi dall’Ue con una garanzia implicita del bilancio Ue e essere basato sull’articolo 122 del Trattato.

In ogni caso, nella quarta videoconferenza del Consiglio Europeo, con i leader dell’Ue a 27, sono collegati anche la presidente della Bce Christine Lagarde, la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, il presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno e l’Alto Rappresentante Josep Borrell. Ne dà notizia Barend Leyts, portavoce del presidente del Consiglio Europeo Charles Michel.

La situazione è piuttosto complessa. Tutto ruota attorno alle proposte dei ministri dell’Economia approvate in via preliminare alla riunione dell’Eurogruppo dello scorso 9 aprile. Oltre a un’eventuale luce verde a Mes, Sure e Bei, è possibile aspettarsi un via libera anche al citato Recovery Fund. Ci sarà tuttavia da accordarsi sul valore del fondo.

Prima del vertice, il presidente dell’Eurogruppo, Mario Centeno, aveva spiegato in un video messaggio che il Recovery Fund dovrebbe funzionare tramite “il Bilancio dell’ue, e deve assicurare solidarietà agli Stati più colpiti” dal coronavirus.

Dal canto suo il presidente del Parlamento Ue, David Sassoli, ha scritto su Twitter che il Consiglio europeo ”apre la fase 2”, cioè quella ”della ripresa”. ”Chiediamo solidarietà concreta con prestiti, finanziamenti a fondo perduto e bond per finanziare il Recovery fund. I governi Ue si concentrino a programmare la spesa. Non 1 euro deve andare sprecato”, ha quindi aggiunto.