Coronavirus: valanga di accertamenti fiscali in arrivo

Coronavirus: valanga di accertamenti fiscali in arrivo

23 Aprile 2020 0 Di direzione

Tempo poco più di un mese e l’Agenzia delle Entrate riaccenderà i motori a pieno ritmo, diventando di nuovo l’incubo di milioni di contribuenti. Dal 1° giugno, cioè da quando il Fisco tornerà attivo dopo il periodo di sospensione per l’emergenza coronavirus, verranno spediti circa 8 milioni e mezzo di atti da notificare entro il prossimo mese di dicembre. Nessun effetto-sorpresa, visto che ha voluto annunciarlo in prima persona il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, davanti alla commissione Finanze della Camera. Ruffini, però, non esclude che ci sia una nuova rottamazione e che venga rieditata la pace fiscale, visto che, come osserva lo stesso direttore, le difficoltà economiche dei contribuenti sono state non solo confermate ma anche acuite dalla situazione provocata dal Covid-19.

Come mai così tante notifiche da fare? Secondo Ruffini si tratta di un effetto dovuto all’abrogazione del prolungamento di due anni dei termini dell’accertamento per il Fisco, introdotta dal decreto Cura Italia e abrogata nel passaggio del provvedimento tra Senato e Camera.

«Quella proroga – ha spiegato il direttore dell’Agenzia – serviva a dare la possibilità di notificare anche dopo, altrimenti l’Agenzia procederà a notificare 8,5 milioni di atti entro fine anno». Ruffini ha precisato, inoltre, che gli atti notificati a ridosso del lockdown non sono coperti da alcuna sospensione, quindi devono essere pagati nei termini di legge, visto che, come fa notare il numero uno delle Entrate, «non vi è alcuna disposizione che sospenda il pagamento delle somme dovute in acquiescenza, salvo per i contribuenti della cosiddetta zona rossa».

Agli 8,5 milioni di atti dell’Agenzia si devono aggiungere anche i quasi 4 milioni e mezzo di cartelle della Riscossione, tra intimazioni, atti e notifiche degli enti locali.