Commenti: 17  Hai il tumore o sei disabile? Il bonus non ti spetta

Commenti: 17 Hai il tumore o sei disabile? Il bonus non ti spetta

21 Aprile 2020 0 Di direzione

Niente bonus per una 64enne perché dopo un tumore al seno percepisce 354 euro di invalidità. Ira di Salvini: “Vergogna, bisogna cambiare questa norma”

Una situazione surreale ma che purtroppo risulta amaramente veritiera per coloro che possiedono la partita Iva e sono malati oncologici o hanno una disabilità: per loro non è previsto il bonus da 600 euro.

Come riportato dall’edizione odierna di Libero, le norme contenute nel decreto Cura italia e in quello Liquidità escludono dal contributo gli autonomi “malati e invalidi” che hanno una “pensione-assegno” di invalidità (le cui cifre variano dai 180 ai 350 euro) grazie ai contributi versati. Una vera e propria beffa per chi ha perso il lavoro ed è per giunta malato, che invece andrebbe tutelato in questa fase di crisi.

La denuncia è arrivata dall’Ail (Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma), dalla Fand (Federazione tra le associazioni nazionali delle persone con disabilità), dalla Favo (Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia), dalla Fish (Federazione italiana per il superamento dell’handicap) e dall’Uniamo (Federazione delle associazioni di persone con malattie rare d’Italia) che hanno inviato una lettera al governo per chiedere dei chiarimenti: come è possibile che per gli autonomi che hanno disabilità non è previsto il contributo per i liberi professionisti danneggiati dall’emergenza Coronavirus? Si è trattata di una vista o di un’esclusione voluta?

“È una vergogna”

Le associazioni hanno voluto sottolineare che il reddito di ultima istanza ai lavoratori autonomi “spetta anche se il lavoratore percepisce un assegno di invalidità civile”, mentre è negato a chi percepisce un assegno ordinario di invalidità, denominato in alcuni casi pensione, “una provvidenza di natura previdenziale erogata dall’Inps e dalle casse di previdenza professionali ai lavoratori iscritti e che hanno versato un certo numero di contributi per un certo numero di anni”. Dunque viene intesa come una prestazione previdenziale “ben diversa nelle premesse, nelle finalità e negli importi, rispetto alle pensioni dirette di anzianità e vecchiaia, riconosciute a chi cessa la propria attività”. Lo strumento di tutela è praticamente negato “in modo discriminatorio ai lavoratori in condizione di maggiore fragilità”.

Sulla questione è intervenuto Matteo Salvini, che sul proprio profilo Facebook ha riportato la storia di V.V., una signora di 64 anni che ha chiesto il bonus da 600 euro per pagare tasse e bollette ma lo Stato le ha detto di no poiché – dopo un tumore al seno – percepisce 354 euro di invalidità e secondo il decreto del governo non le spetta altro: “È davvero una vergogna. Stiamo facendo e faremo di tutto, al fianco delle associazioni dei disabili italiani, per cambiare questa norma

Matteo Salvini

Dopo la segnalazione di Andrea di ieri, oggi mi arriva un sms da V.
V. ha 64 anni, fa la commerciante ambulante, ogni giorno la sveglia suona alle 4 della mattina, ha l’attività ferma da settimane come tutti, ha chiesto i 600 euro per pagare tasse e bollette.
Lo Stato le ha detto NO perché, dopo un tumore al seno, percepisce “ben” 354 euro di invalidità e secondo il decreto del governo non le spetta altro.
È davvero una vergogna.
Stiamo facendo e faremo di tutto, al fianco delle associazioni dei disabili italiani, per cambiare questa norma.