Spunta l’ipotesi “braccialetti” E così saremo sotto controllo

Spunta l’ipotesi “braccialetti” E così saremo sotto controllo

20 Aprile 2020 0 Di direzione

In attesa della fase due, ci si prepara psicologicamente (e con la tecnologia) a come bisognerà affrontare la riapertura: chi non scarica Immuni potrebbe andare incontro a delle limitazioni negli spostamenti. Si studia una soluzione comoda per gli anziani, un braccialetto da polso

Nell’attesa (speriamo non troppo lunga) di farmaci efficaci e di un vaccino, la lotta al Covid-19 la possiamo combattere con la tecnologia. Tra app (Immuni) e braccialetti per il polso, la popolazione italiana verrà monitorata e schedata ma sempre nel pieno rispetto della privacy

Ecco Immuni

La “fase due” è alle porte ma, prima di uscire di casa e tornare ad una parvenza di normalità, dobbiamo attrezzarci per bene. È per questo che è stata creata Immuni, l’app che dovrebbe mappare i contatti dei contagiati per evitare un’eventuale seconda ondata dell’epidemia. Per essere utile alla causa dovrà essere scaricata da almeno il 60% della popolazione altrimenti i contatti mappati non sarebbero sufficienti a tenere sotto controllo la situazione.

I rischi per chi non la scarica

Dal momento che il download dell’app resta, al momento, non obbligatorio, chi sceglierà di non scaricarla potrebbe avere delle limitazioni negli spostamenti. Cosa si intende, di preciso, con limitazioni alla libertà di movimento resta ancora da chiarire: certamente non è riferito all’obbligo di restare in casa, non sarebbe possibile. La proposta, come si legge sul Corriere, è ancora in fase di elaborazione e potrebbe essere formalizzata nei prossimi giorni dalla commissione tecnico-scientifica, d’accordo con Domenico Arcuri, il commissario straordinario che ha firmato l’ordinanza proprio per l’app, e d’intesa anche con la task force guidata da Vittorio Colao.

L’ipotesi del braccialetto

Come si fa, però, con chi vorrebbe scaricare Immuni ma non ha uno smartphone o, semplicemente, può incontrare grosse difficoltà come nel caso delle persone più anziane, le più esposte ai rischi del Covid-19? Si fa strada l’ipotesi che, invece dell’app sul proprio telefonino, alle categorie più deboli potrebbe essere fornito un braccialetto. Anche in questo caso, però, rimane facoltativa la scelta di indossarlo o meno.

La sperimentazione in Liechtenstein

In Liechtenstein sono già avanti: braccialetti biometrici distribuiti alla popolazione per scoprire in tempo reale eventuali contagi e contenerne la diffusione. È questo il progetto pilota lanciato la scorsa settimana dal Principato con un primo test sul 5% dei residenti. Se avrà successo, il modello sarà replicato su tutti i cittadini in autunno, quando secondo le autorità locali sarà altamente probabile una seconda ondata pandemica, come riportato da Repubblica.

Le regole per i negozi

“Per locali fino a 40mq potrà accedere una persona alla volta oltre ad un massimo di due dipendenti. Oltre quella misura, l’accesso sarà regolamentato in funzione degli spazi disponibili, differenziando, dove possibile, i percorsi di entrata e di uscita”. Ogni dipendente dovrà indossare la mascherina, i clienti che acquistano generi alimentari dovranno utilizzare i guanti.

Il termoscanner

Nelle aziende ed uffici, tutti i dipendenti dovranno passare al termoscanner prima di iniziare a lavorare. Le aziende dovranno avere un medico a disposizione o rivolgersi alle Asl in modo che ci sia una vigilanza costante ed assistenza in caso di contagio. Dovrà essere garantita la distanza minima di almeno un metro tra le postazioni e si dovrà privilegiare il lavoro in smart working: se non sarà possibile, si dovranno organizzare fasce orarie di entrata e di uscita per limitare le presenze.

Ristoranti e bar sono in fondo alla classifica per la riapertura, ci vorrà ancora un po’ di tempo: anche lì, quando sarà, il persona dovrà indossare guanti e mascherine e bisognerà garantire la distanza di un metro al bancone e di due metri ai tavoli, anche all’aperto.