“In spiaggia col box di plastica?” Ed è scontro in tv dalla d’Urso

“In spiaggia col box di plastica?” Ed è scontro in tv dalla d’Urso

20 Aprile 2020 0 Di direzione

A “Live non è la D’Urso” parlano gli ideatori delle barriere di plexyglass da posizionare in spiaggia per rispettare il distanziamento sociale. Ma il progetto non crea molti consensi, soprattutto per Gianluigi Nuzzi

Parlando di coronavirus ed economia, a “Live non è la D’Urso” intervengono i creatori della barriere di plaxyglass che secondo il loro progetto potrebbero essere una soluzione per poter permettere alle persone di andare al mare questa estate, quando sarà in atto la fase due.

Claudio Ferrari e sua moglie Graziella, hanno pensato a questi pannelli divisori per le spiagge come misura estrema di contenimento del virus in un ambiente affollato come quello delle spiagge. Secondo gli ideatori, l’installazione dei pannelli sarebbe una buona soluzione per contrastare il coronavirus e al tempo stesso per mantenere a galla le attività balneari.

C’è da dire che la loro idea, che bene o male ha fatto il giro del web, ha diviso un po’ le idee. C’è chi la trova geniale e chi invece, come la maggior parte delle persone, pensa che invece sia impossibile da realizzare in quanto creerebbe una specie di box dove con le alte temperature della spiaggia, sarebbe impossibile stare.

Non è della stessa idea Gianluca Nuzzi, ospite del programma in collegamento che fin da subito esprime molte perplessità sul progetto e che anzi si sente anche preso in giro dalla coppia e dal loro progetto. I due coniugi però, non sono d’accordo, e difendono in maniera forte la loro idea, soprattutto per quanto riguarda l’effetto “forno” che secondo molti si creerebbe.

“Non è affatto vero!. Il pannello in plexigass è un pannello fatto appositamente con protezione per raggi ultravioletti e non riflette il raggio all’interno per quanto riguarda il calore. Il box è aperto e staccato dalla sabbia. Pertanto l’aria circola da sotto e ha anche una porta di ingresso che fa circolare l’aria”. A sostenere l’idea anche la signora Graziella, che con fermezza rafforza i concetti del marito.

“Il nostro un prodotto in Plexigass a protezione raggi uv, il calore passa molto meno. Se fuori ci sono 35 gradi, dentro ce ne saranno 38. Non è una soluzione geniale ma una soluzione che consente di aprire le attività balneari. Dietro queste spiagge ci sono molte altre attività come ristoranti o bar”.