Ecco quella “clausola” del Mes che blocca Germania e Olanda

Ecco quella “clausola” del Mes che blocca Germania e Olanda

19 Aprile 2020 0 Di direzione

Prosegue il dibattito europeo sul Meccanismo europeo di stabilità. All’indomani dell’Eurogruppo dello scorso 9 aprile, è emersa la volontà da parte di Bruxelles di modificare il Fondo salva-Stati. L’obiettivo dell’Ue è quello di trasformare il Mes in uno strumento utilizzabile dai vari Stati per fronteggiare la crisi economica provata dal nuovo coronavirus. È tuttavia doveroso fare chiarezza.

Innanzitutto il Mes non può fare sovvenzioni né trasferire quantitativi di denaro a un Paese membro a fondo perduto senza chiedere il rimborso. Questa, sottolinea Il Sole 24 Ore, è semmai una possibilità che spetta alla Commissione con il budget europeo. La novità rilevante sta nella sospensione delle condizionalità. Scendendo nel dettaglio, la linea di credito pandemica Eccl del Mes, sarà in grado di erogare aiuti sotto forma di prestiti da rimborsare con una condizionalità ridotta al minimo e collegata all’utilizzo dei fondi erogati.

Da un punto di vista della governance, il Fondo salva-Stati non cambia. Ciò significa che gli aiuti della linea pandemica vengono approvati con un voto all’unanimità e che, in altre parole, l’Italia ha l’ultima parola. Allo stesso tempo rimane immutata anche la governance della Bce, dunque l’attivazione delle Omt passa, a sua volta, dalla parola della Banca centrale europea.

La clausola sulla governance

Abbiamo parlato della governance del Mes. Bene: è proprio questo l’aspetto che consente all’Italia di essere al sicuro da ogni possibile rischio. La citata linea pandemica Eccl seguirà infatti il Trattato del Mes – per il quale non sono previste modifiche – e le regole per l’attivazione delle linee di credito precauzionali. Un eventuale accordo della linea richiederà la ratifica Paese per Paese attraverso il voto all’unanimità dei vari ministri delle Finanze dei 19 Stati membri dell’Ue e del presidente dell’Eurogruppo.

Che cosa significa? L’accordo proseguirà solo se l’Italia sarà favorevole o astenuta. In caso contrario, con un voto contrario di Roma, sarà bocciato. Al momento, scrive ancora Il Sole 24 Ore, l’accordo preso è standardizzato sulle condizionalità per tutti i Paesi, sulla durata e l’uso dell’aiuto, e perfino sul tasso di interesse. L’importo varierà a seconda delle esigenze degli Stati; prevista, fin qui, una benchmark di linea che ammonta al 2% del Pil dei singoli Paesi. Una volta terminata la pandemia, poi, ogni governo dovrà tornare a rispettare le regole del Patto di Stabilità ora sospeso.

Omt, Bce e prestiti

Abbiamo parlato delle Omt. Che cosa sono? Si tratta delle cosiddette operazioni definitive monetarie attraverso le quali la Bce acquista sul mercato secondario i titoli, da 1 a 3 anni, di un governo in difficoltà. A condizione, tuttavia, che il Mes sia in grado di acquistarli sul mercato primario. In ogni caso, l’uso della Eccl potrebbe non essere una condizione sufficiente per attivarle.

Le regole parlano chiaro: la Banca centrale europea può decidere di attivare gli acquisti solo per uno Stato che ha richiesto l’aiuto del Fondo salva-Stati mediante Eccl. Dal momento che la Eccl pandemica non esiste, la Bce non può ancora esprimersi a riguardo.

L’ultimo punto sul quale vale la pena concentrare l’attenzione è la seniority del Mes. Detto altrimenti, il Meccanismo europeo di stabilità è un creditore privilegiato se paragonato agli altri creditori. L’unica eccezione è l’Fmi. A questo proposito un aiuto del Mes rafforzerebbe finanziariamente un Paese visto che tali prestiti sono erogati a condizioni vantaggiose, cioè con tassi di interesse a livello AAA, con periodi lunghi e di grazia assai estesi. A detta di alcuni esperti, un prestito a condizioni vantaggiose a lunga scadenza mediante Eccl con benchmark al 2%, potrà rafforzare la solidità finanziaria del Paese richiedente nei confronti dei suoi creditori.