Buoni della spesa, troppi benestanti hanno fatto richiesta, interviene la Guardia di Finanza

Buoni della spesa, troppi benestanti hanno fatto richiesta, interviene la Guardia di Finanza

19 Aprile 2020 0 Di direzione

Troppi ricchi hanno chiesto il buono spesa, ci pensa la Guardia di Finanza. Numerosi benestanti hanno fatto richiesta per ottenere i buoni della spesa elargiti in questa situazione di emergenza causata dal Coronavirus.

Nel Comune di Cesa, che si trova nel Casertano, sono più di 800 le richieste giunte. Ciò ha fatto arrabbiare il sindaco, Enzo Guida, che ha deciso di comunicare in una diretta su Instagram che avrebbe preso provvedimenti a riguardo.

“Le domande di coloro che hanno pensato di fare i furbetti, saranno inviate alla Guardia di Finanza per gli accertamenti del caso.” Una situazione simile era accaduta circa un anno fa in tutta Italia con le richieste del Reddito di Cittadinanza.

Il Sindaco di Cesa ha comunicato che non ci sarebbero i fondi per tutti, e che 800 richieste non sono definite normali. “Di fronte a questo numero di domande impressionante, sono deluso e amareggiato”, afferma il sindaco.

Il Comune infatti aveva fatto appello al buonsenso dei cittadini. I buoni della spesa giunti dallo Stato come aiuti per sostenere i cittadini in queste settimane di lockdown per il Coronavirus non sono un aiuto a lungo termine.

“Ci siamo ritrovati domande di persone con redditi importanti, di persone che hanno lavorato fino a poche settimane fa. E che quindi hanno sicuramente la possibilità di fare la spesa, di persone che camminano in auto di lusso.”

Aggiunge il sindaco che molti hanno anche sponsorizzato delle iniziative di beneficenza, hanno presentato la domanda due volte per lo stesso nucleo familiare o hanno fatto richiesta mediante il coniuge per ottenerlo.

La speranza e l’obiettivo del Comune era di distribuire i buoni spesa nel giro di pochi giorni, ma 800 domande erano fin troppe e dovranno prendersi del tempo per esaminarle. Ma non solo, perché le domande inadeguate saranno inoltrate alla Guardia di Finanza.

Avevano anche fatto un appello a coloro che non avevano bisogno davvero dei buoni spesa. “Venite al comune e rinunciate alla richiesta per facilitare il compito.” Adesso, interverrà la Guardia di Finanza per fare chiarezza.