Salvini e Berlusconi dicono No. Salta la norma pro Eurobond. Cinque Stelle gridano al tradimento. Per Castaldo si sono schierati con i signori dell’austerity Ue

Salvini e Berlusconi dicono No. Salta la norma pro Eurobond. Cinque Stelle gridano al tradimento. Per Castaldo si sono schierati con i signori dell’austerity Ue

18 Aprile 2020 0 Di direzione

I loro voti sono stati determinanti: gli esponenti di Lega e Forza Italia a Bruxelles hanno fatto sì che il Parlamento europeo bocciasse il ricorso agli eurobond, per i quali si sta battendo strenuamente da settimane il governo italiano. Proprio a pochi giorni dal test di fuoco del Consiglio europeo in programma giovedì prossimo, che dovrà formalizzare i nuovi strumenti finanziari da mettere in campo a livello comunitario. L’emendamento alla risoluzione finale votata ieri – che prevede la creazione di recovery bond garantiti dal bilancio Ue e l’esortazione a usare gli oltre 400 miliardi del Mes a condizioni favorevoli – era stato presentato il giorno prima dai Verdi e accolto con un voto positivo dai gruppi parlamentari italiani Movimento Cinque Stelle, Partito democratico e Fratelli d’Italia. Astenuti i rappresentati di Italia Viva.

Il testo proposto all’assemblea prevedeva “un massiccio pacchetto di investimenti per la ripresa e la ricostruzione dell’economia europea dopo la crisi che vada aldilà di ciò che stanno già facendo il Mes, la Bei e la Bce”. In pratica ciò su cui punta il premier Giuseppe Conte: l’emendamento dei Verdi entrava infatti nello specifico introducendo un riferimento specifico agli eurobond, cioè ad “una quota sostanziale di debito mutualizzata a livello Ue”. Immediata la reazione dei 5S al mancato appoggio di Lega e FI, (ma quest’ultima, per stessa ammissione di Berlusconi è favorevole al ricorso alle linee di credito del fondo salva Stati nella sua versione “light”).

Se per Stefano Buffagni “Salvini tradisce l’Italia”, per il vicepresidente del Parlamento Ue Massimo Fabio Castaldo, il Carroccio smentisce se stesso: “Il 28 novembre scorso, il deputato leghista ed ex viceministro dell’economia Massimo Garavaglia sosteneva a chiare lettere che esistesse una via d’uscita al dibattito sul Mes, e lo cito testualmente: ‘se si vuole fare la riforma del Mes allora dobbiamo fare anche gli eurobond, per avere un debito europeo e più garantito. Se io devo aiutare qualcuno col Mes allora voglio in cambio un debito in formato europeo, con gli eurobond, così siamo 1 a 1’. Oggi, in totale contraddizione con queste affermazioni non solo votano contro, ma provano a intorbidire le acque dicendo di essere sempre stati compatti contro gli eurobond. A dir poco imbarazzante”.

E ancora: “Le due forze di centrodestra hanno preferito schierarsi con l’ala rigorista europea. Eccoli i signorotti ultranazionalisti e sovranisti, prima sventolano il tricolore in ogni selfie, poi quando il loro voto può salvare il Paese si allineano all’Olanda”. Il partito di Matteo Salvini affida la replica ad una nota ufficiale dei suoi europarlamentari Marco Zanni e Marco Campomenosi: “Ancora una volta vergognosa strumentalizzazione dal M5s che, per distogliere l’attenzione dalle disastrose scelte del governo Conte in Italia e in Europa, se la prende con la Lega. Rivendichiamo che noi, a differenza del M5s e di Conte che cambiano ogni settimana idea sull’argomento, non siamo mai stati a favore dello strumento Coronabond, che corrisponderebbe alla totale cessione di sovranità all’Ue.

Anzi, indichiamo sin dal principio la proposta più semplice, ovvero un ruolo più attivo da vero prestatore di ultima istanza della Bce per comprare Btp. Una proposta che M5s e Pd, sostenitori della Von der Leyen, della Lagarde e inginocchiati al volere di Bruxelles e Berlino, colpevolmente non hanno mai voluto discutere. Eurobond significa eurotasse, rinunciare alla sovranità fiscale, consegnare le chiavi di casa a Germania e Troika”. Germania che, a onor del vero, è con l’Olanda, la più strenua avversaria proprio degli eurobond.