Gel, mascherine, ossigeno: gli “acquisti” egoisti di Conte

Gel, mascherine, ossigeno: gli “acquisti” egoisti di Conte

12 Aprile 2020 0 Di direzione

A febbraio, due settimane prima che la Consip provvedesse all’acquisto dei dispositivi sanitari per gli italiani, il premier aveva già pensato a se stesso

Gel, mascherine, camici e bombole d’ossigeno. Il premier Giuseppe Conte non si è fatto mancare nulla.

Quando il 27 gennaio ha dichiarato davanti a Lilli Gruber che il governo era “prontissimo” per affrontare l’emergenza coronavirus, non mentiva.

Il premier, come dimostra un’inchiesta pubblicata oggi dal direttore del Tempo Franco Bechis, aveva predisposto l’acquisto di materiale sanitario per sé e per i suoi collaboratori, due settimane prima che lo facesse per le strutture ospedaliere e per noi comuni mortali. Mentre in tutto il Paese vi era carenza di mascherina e dei cosiddetti dpi (dispositivi di protezione individuale) e i medici e gli infermieri lavoravano rischiando quotidianamente la propria vita, il governo si premuniva di fare scorta di questi materiali così da non aver problemi per parecchi mesi. Il 26 febbraio scorso, infatti, un’azienda veneta, la Kit ufficio di Scorzè (Ve), ha assicurato, con tanto di lettera scritta, la propria disponbilità a consegnare entro cinque giorni a trattativa diretta la bellezza di “500 mascherine APVR FFP3”, al prezzo di 7,98 euro cadauna.

Nello stesso giorno e con la stessa tempistica, il governo Conte si è assicurato altre 10 mila mascherine chirurgiche da un’azienda bergamasca, la Mediberg di Calcinate che gliele ha vendute al prezzo stracciato di 0,20 centisimi di euro l’una. Solo dopo ‘l’avvocato del popolo’ si è ricordato di chiedere a Consip di indire una gara per l’approvvigionamento di mascherine e di altri dispositivi per il suo popolo, appunto.