L’Italia se ne va dall’Eurogruppo con una mano avanti e una dietro. E dirlo non è lesa maestà

L’Italia se ne va dall’Eurogruppo con una mano avanti e una dietro. E dirlo non è lesa maestà

11 Aprile 2020 1 Di direzione

Prima tutti virologi e infettivologi, oggi tutti eurocrati esperti di macroeconomia e finanza. La tentazione di commentare i risultati dell’Eurogruppo è comprensibile. Si tratta di capire fino a che punto gli Stati dell’Unione siano riusciti a mettere da parte gli egoismi e si siano aperti ad una vera e concreta solidarietà. Alla fine, dopo una serie di rinvii, si è ovviamente giunti ad un compromesso. Che per l’Italia è certamente al ribasso, per  quanto l’Eurogruppo in sé non abbia facoltà decisionali e adesso spetta ai singoli governi dare il via libera agli accordi.

All’Eurogruppo l’Italia non ha ottenuto nulla

Quello che accadrà è prevedibile. Se Conte non dovesse avallare il risultato ottenuto da Gualtieri, dovrebbe cacciare il suo ministro dell’Economia. Resta un fatto. Ad una prima analisi l’Eurogruppo ha approvato un pacchetto Mes-Bei-Sure proprio mentre la posizione di Conte era: no al Mes, sì agli eurobond. Visto che degli eurobond non c’è traccia perché la Germania si è messa di traverso, è lesa maestà dire che il governo italiano se ne va dall’Eurogruppo con una mano avanti e una indietro? Certo, il Mes sarà concesso solo sotto richiesta e senza condizionalità, ma solo per le spese legate alla sanità. Certo, ci sono gli investimenti della Bei e poi il fondo Sure per la Cassa integrazione. Ma in effetti queste misure già c’erano anche prima e le avevamo abbondantemente commentate.

Servono soldi e servono subito

Vedremo come intenderà muoversi effettivamente Conte e analizzeremo tutti i dettagli di questo accordo. Di certo non siamo disposti a sostenere alcuna scelta che sia una resa dell’Italia ai diktat di Paesi come Germania e Olanda. Il centrodestra si giocò un governo nel 2011 per contrastare l’arroganza all’epoca franco-tedesca. Sarebbe da folli oggi appoggiare  qualsiasi ipotesi di aiuto che però implichi un’ingerenza della troika. All’Italia servono soldi e servono subito. Alcune proposte interessanti meritano una valutazione. Altre proposte inaccettabili vanno invece subito respinte decisamente.