Il Papa alla Ong: “Grazie per quello che fate, contate su di me”

Il Papa alla Ong: “Grazie per quello che fate, contate su di me”

11 Aprile 2020 0 Di direzione

Papa Francesco risponde alla lettera del capomissione di Mediterranea Saving Humans, Luca Casarini. E gli attivisti che chiedono di tornare in mare assicura: “Sono a disposizione per dare una mano sempre, contate su di me”

Un biglietto scritto a mano, in alto a destra c’è la data, quella di ieri. In basso, la firma è quella di Papa Francesco. “Luca, caro fratello”, inizia così il messaggio indirizzato dal pontefice a Luca Casarini, il capo missione della Ong Mediterranea Saving Humans.

Grazie per la pietà umana che hai davanti a tanti dolori – scrive Bergoglio – grazie per la tua testimonianza, che a me fa tanto bene”. Poi la lettera prosegue con un attestato di solidarietà e il ringraziamento per le attività dell’organizzazione che si occupa di salvare i migranti nel Mediterraneo. “Sono vicino a te a ai tuoi compagni – assicura il Papa – grazie per tutto quello che fate”. E, promette: “Vorrei dirvi che sono a disposizione per dare una mano sempre”. “Contate su di me”, conclude Francesco, augurando una santa Pasqua agli attivisti, sui quali invoca la protezione del Signore e della Madonna.

Nella lunga lettera scritta al Papa nei giorni scorsi, probabilmente consegnata al pontefice dal cardinale canadese Michael Czerny, sottosegretario della Sezione migranti e rifugiati del Dicastero Vaticano per lo Sviluppo umano integrale, l’attivista ha denunciato la condizione dei migranti che in questo momento continuano a mettersi in viaggio nonostante l’emergenza sanitaria in corso. “Stiamo soffrendo pensando ai nostri fratelli e sorelle che si mettono in mare dalla Libia, anche in questi giorni: più di 600, compresi molti bambini, sono stati catturati dalle milizie libiche che si fanno chiamare Guardia Costiera e che gli Stati hanno riempito di soldi per fare questo”, si legge nel testo della missiva.

L’appello è anche per la nave Alan Kurdi, che da sei giorni è ferma al largo delle coste siciliane dopo che il governo italiano e quello maltese hanno annunciato la chiusura dei porti per l’impossibilità di assicurare ai migranti di sbarcare in sicurezza. In 150, scrive Casarini, “sono riusciti a raggiungere, assistiti solo dalle loro forze e da Nostro Signore, le spiagge di Lampedusa”. “Altri 150 – denuncia – sono a bordo di una piccola nave cui i Governi d’Europa stanno negando un porto d’approdo”.

Non solo l’amarezza per le restrizioni dei governi di Roma e La Valletta. Nelle parole di Casarini c’è anche la preoccupazione per”l’aggravarsi delle condizioni di migliaia di persone nei campi di prigionia in Libia e negli accampamenti in Grecia, dove ora incombe la minaccia del coronavirus”. Poi il capo missione di Mediterranea paragona i migranti a Gesù. “In questa situazione noi vogliamo tornare in mare il prima possibile – è l’appello – perché il nostro Gesù ha bisogno di aiuto”.

Già lo scorso dicembre il Papa si era schierato al fianco delle Ong impegnate nel Mar Mediterraneo, e aveva fatto sistemare in Vaticano un’istallazione composta da una croce e un giubotto salvagente recuperato in mare nel luglio del 2019 proprio dagli attivisti di Mediterranea, che lo avevano donato al pontefice. Oggi il Papa rinnova la sua vicinanza ai volontari e garantisce: “Contate su di me”.

«Grazie per tutto quello che fate. Vorrei dirvi che sono a disposizione per dare una mano sempre. Contate su di me». Ha risposto così papa Francesco alla lettera ricevuta giovedì da Mediterranea Saving Humans, la piattaforma per il salvataggio di migranti nel Mediterraneo.

A firmare la missiva era stato il capomissione Luca Casarini, dopo le ultime notizie dalla Libia. E ieri mattina papa Francesco ha fatto arrivare la sua risposta, scritta di suo pugno, per incoraggiare i volontari delle missioni umanitarie nel Mediterraneo. Nella lettera, a nome di tutti i componenti dell’organizzazione, Casarini aveva manifestato l’amarezza per tutti gli ostacoli posti alle navi umanitarie, ma soprattutto per l’aggravarsi delle condizioni di migliaia di persone nei campi di prigionia in Libia e negli accampamenti in Grecia, dove ore incombe la minaccia del Coronavirus.

Grazie, Papa Francesco