Coronavirus, la lezione della Grecia: pochi morti e contagi

Coronavirus, la lezione della Grecia: pochi morti e contagi

9 Aprile 2020 0 Di direzione

La lezione del Paese ellenico a tutta Europa: ha agito con grande prudenza ed è riuscita a contenere il numero dei contagi e dei morti, chiudendo le scuole prima di tutti

Rispetto al resto d’Europa, la Grecia per il momento sembra essere riuscita a contenere la diffusione del Coronavirus.

Se il Covid-19 fosse circolato nel Paese, infatti, per via dei tagli alla sanità imposti dalle misure d’austerità, il risultato sarebbe stato catastrofico. Secondo un reportage del Guardian datato 2018, negli ospedali mancano personale, materiali e attrezzature. I posti in terapia intensiva erano appena 560 il mese scorso, anche se ora il governo li ha portati a 910 e ha assunto oltre 4.000 medici e infermieri extra. Nel recente passato, migliaia di pazienti sono morti a causa di infezioni evitabili se si fossero potute attuare le necessarie misure igieniche. E chissà cosa sarebbe successo se il virus fosse circolato come nel resto d’Europa, considerando anche il fatto che un quarto della popolazione greca ha più di 60 anni.

Come riporta l’agenzia Nova, oggi la Grecia ha registrato altri due decessi da nuovo coronavirus nelle ultime 24 ore, portando il numero totale a 83 dall’inizio dell’epidemia. Il portavoce del ministero della Sanità, Sotiris Tsiodras, ha reso noto che ci sono 52 nuovi casi confermati per un totale di 1.884 casi. Il 57 per cento è costituito da uomini, mentre sono 87 i pazienti ricoverato in terapia intensiva, di cui il 77 per cento ha almeno una patologia pregressa mentre l’età media è di 67 anni. Tsiodras ha dichiarato che le autorità sanitarie greche hanno effettuato 32.528 tamponi a livello nazionale.

Numeri decisamente più bassi rispetto a Italia, Francia, Spagna. Perché? Il primo caso di Covid-19 in Grecia risale al 27 febbraio, poco dopo Codogno. Ma a differenza dell’Italia, la Grecia ha agito subito imponendo misure che all’inizio erano sembrate eccessive, chiudendo scuole e cancellando le manifestazioni. Come scrive Al Jazeera, infatti, quando la Grecia ha cancellato le celebrazioni del carnevale a fine febbraio, molte persone hanno ritenuto la misura fuori luogo. I greci, osserva la testata qatariota, hanno rapidamente messo da parte il loro spirito rivoluzionario, e in gran parte hanno ascoltato i consigli del governo di rimanere in isolamento. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: le vittime sono molto più basse rispetto al Belgio (2.035) o ai Paesi Bassi (1.867), che hanno popolazioni simili, ma un prodotto interno lordo (Pil) molto più elevato.

“Le nostre scuole hanno chiuso prima che ci fosse il primo morto. La maggior parte dei Paesi hanno chiuso una o due settiman edopo aver pianto la perdita di dozzine di persone”, ha spiegato dichiarato il primo ministro Kyriakos Mitsotakis in una sessione parlamentare. Per la Grecia, la lezione che proveniva dall’Italia è stata fondamentale, come riporta il Corriere della Serache cita le dichiarazioni del ricercatore dell’Imperial College di origine greca, Filippos Filippidis, rilasciate al Greek Reporter: “La Grecia è stata, in un certo senso fortunata ad assistere al dramma mentre avveniva in un Paese, l’Italia, che Atene sente vicino, simile e familiare. L’Europa non ha preso sul serio il caso cinese perché “troppo lontano” e “troppo differente”. Invece, per tutti i greci, l’Italia era impossibile da sottovalutare. Così il governo ha reagito in fretta e più efficacemente della maggioranza dei partner europei”.