Rom rifiuta il ricovero e i parenti prendono a sassate l’ambulanza

Rom rifiuta il ricovero e i parenti prendono a sassate l’ambulanza

5 Aprile 2020 0 Di direzione

Il mezzo di soccorso era stato chiamato dalla nomade stessa, che presentava sintomi compatibili a quelli da Covid-19. Non appena però gli operatori del 118 le hanno detto che l’avrebbero portata all’ospedale di Moncalieri la rom ha dato di matto

Una nottata piuttosto burrascosa che ben difficilmente dimenticheranno quella trascorsa fra giovedì e venerdì scorso dall’equipaggio della croce rossa di Moncalieri, chiamato per un intervento al campo nomadi di via Santhià a Nichelino, un comune della città metropolitana di Torino.

Secondo quanto riportato dal quotidiano locale Torino Sud la richiesta d’intervento del personale medico era arrivata da una rom del campo, la quale presentava molti dei sintomi compatibili a quelli generati da un contagio da coronavirus, quali ad esempio tosse e difficoltà respiratorie.

Una volta giunti sul luogo della richiesta d’aiuto i paramedici hanno immediatamente fatto salire la paziente sull’ambulanza e, con tutte le misure precauzionali del caso, l’hanno sottoposta ad una prima serie di esami, giungendo alla conclusione che la donna era con buona probabilità positiva al Covid-19 e pertanto bisognava portarla con la massima urgenza all’ospedale Santa Croce di Moncalieri.

Qui è successo l’inaspettato: non appena la rom ha sentito dove l’avrebbero dovuta portare ha iniziato a dare in escandescenze sostenendo che mai e poi mai si sarebbe fatta ricoverare al Santa Croce dove, stando ovviamente a quanto sostenuto da lei, un parente che si trovava ricoverato in quella struttura sanitaria tempo fa avrebbe perso la vita. La nomade quindi dopo aver dato di matto è scesa in fretta e furia dal mezzo di soccorso, che nel frattempo è stato circondato dai numerosi parenti della donna.

I poveri operatori del 118 sono stati letteralmente fatti oggetto di una violenta sassaiola da parte degli appartenenti al campo nomadi, che con le pietre raccolte da terra hanno ripetutamente colpito l’ambulanza finendo per danneggiarne la carrozzeria e frantumando uno specchietto retrovisore. Ai paramedici non è rimasto altro da fare che ingranare la prima marcia e scappare a gambe levate, prima che la situazione degenerasse in modo irrimediabile.

Durante la fuga i soccorritori hanno chiamato i carabinieri della locale stazione per raccontare l’accaduto: i militari hanno immediatamente avviato tutte le indagini del caso ma, almeno al momento, pare che non sia stata sporta nessuna denuncia a carico dei nomadi del campo. L’ambulanza invece fortunatamente non ha riportato danni particolarmente seri e tali da pregiudicarne l’utilizzo, tanto che già dalla giornata di ieri è tornata a circolare regolarmente. L’importanza dei nostri mezzi di soccorso in queste dure settimane nelle quali stiamo combattendo contro la pandemia da coronavirus – che continua purtroppo a mietere vittime e contagiati – è evidente.