Virus, c’è la “tassa della morte”. L’ira di Salvini sul sindaco Pd

Virus, c’è la “tassa della morte”. L’ira di Salvini sul sindaco Pd

4 Aprile 2020 0 Di direzione

Matteo Salvini svela la “tassa sulla morte” del comune di Brescia. Qui il sindaco pretende 142 euro per il trasporto delle bare. In una città duramente colpita

Una notizia che ha dell’incredibile. Arriva dalla Lombardia, terra martoriata dal coronavirus. La regione più colpita dal male

Arriva da Brescia, in particolare, una delle province più in difficoltà. “Mentre i sindaci della Lega distribuiscono mascherine e stoppano le imposte comunali, il comune di Brescia conferma una tassa sulla morte, pretendendo 142 euro per il trasporto delle bare”, tuona Matteo Salivini. Che poi aggiunge: “Caro sindaco, sarebbe meglio lavorare tutti insieme per aiutare le famiglie bresciane. La Lega propone inoltre di usare i dividendi di A2A (circa 60 milioni) per abbattere il costo delle bollette del 50%. Per una volta, non ce lo chiede l’Europa, ma lo chiede Brescia”.

L’appello a Emilio Del Bono, primo cittadino del Pd, arriva in piena emergenza Covid-19. Una richiesta, quella della Lega, che va di pari passo con l’obiettivo fino a ora dichiarato dal governo: agevolare gli italiani in difficoltà. Eppure, la “tassa sulla morte” fa pensare a tutto tranne che a un aiuto. Il problema sollevato da Salvini arriva a pochi giorni dall’enorme polverone alzato dagli ormai tristemente noti sindaci Pd che governano i comuni lombardi. Lo scambio epistolare tra Regione Lombardia e i sindaci del centrosinistra è andato infatti avanti negli ultimi giorni. Dopo la prima dura lettera scritta da Beppe Sala (Milano), Giorgio Gori (Bergamo), Emilio Del Bono (Brescia), Gianluca Galimberti (Cremona), Virginio Brivio (Lecco), Mattia Palazzi (Mantova) e Davide Galimberti (Varese) e la lunga risposta arrivata due giorni fa dal governatore Attilio Fontana, ieri i sette sindaci sono tornati su alcuni punti a loro dire non ancora chiariti.

Si parla ancora del “bug” mascherine. Quei dispositivi introvabili e, allo stesso tempo, di vitale importanza per medici e comuni cittadini che affrontano l’epidemia. Scrivono i sindaci: “Se è vero, e ne prendiamo atto, che Regione Lombardia ha effettuato acquisti di mascherine per molti milioni di euro e contestualmente la protezione civile sostiene di aver inviato in Lombardia il 17% di 45 milioni di mascherine – come ha dichiarato Angelo Borrelli – dove sono tutte queste mascherine? Perché noi fino a oggi non le abbiamo viste, né le une né le altre. Possiamo avere una parola certa su quando arriveranno ai comuni e ai nostri cittadini?”.

Un problema di tutto rispetto. Peccato che i magnifici 7 sindaci dem dimenticano quando sbandieravano calma e sicurezza di fronte al mostro Covid-19. Molti di questi primi cittadini erano stati, a gennaio e ancora a febbraio, in prima linea a minimizzare i rischi del virus e ad accusare la Regione – che già allora chiedeva misure restrittive – di allarmismo e razzismo nei confronti della comunità cinese. Oggi Salvini ci ricorda che uno di loro, Emilio Del Bono, sindaco di Brescia, fa pagare in piena emergenza sanitaria una tassa di quasi 150 euro, per il trasporto delle salme. Proprio in quel lembo di terra dove i morti non si riescono a contare. In un contesto economico disastroso, in cui anche poche decine di euro possono fare la differenza per una famiglia già colpita duramente dal coronavirus