Meloni: «Alla fine dell’emergenza ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità. Anche Conte»

Meloni: «Alla fine dell’emergenza ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità. Anche Conte»

3 Aprile 2020 0 Di direzione

«L’Italia si è mossa all’inizio presto e incredibilmente in modo inconcludente. Il governo dichiara l’emergenza sanitaria il 31 gennaio e non fa assolutamente niente fino al 21 febbraio. Il 15 febbraio, due settimane dopo aver dichiarato l’emergenza sanitaria, l’Italia manda 18 tonnellate di strumenti sanitari in Cina». Ad affermarlo è Giorgia Meloni

Meloni: «C’era chi andava in giro ad abbracciare i cinesi»

«Questo per me è inspiegabile: se c’è una emergenza sanitaria le mascherine e i respiratori li cerchi e potenzi il sistema sanitario. Non è stato fatto niente di tutto questo. Alcuni andavano in giro ad abbracciare i cinesi e dicevano a noi, che chiedevamo di potenziare il sistema sanitario, che eravamo allarmisti»

«Il governo preferisce fare propaganda»

«Noi stiamo cercando di evitare le polemiche», incalza la leader di FdI. «Sono rimasta stupita da un’intervista del premier. Conte dice che le nostre proposte sarebbero pretestuose e irrealizzabili. Poco prima eravamo stati ringraziati per la serietà delle nostre proposte. Evidentemente, il governo preferisce fare propaganda. Le valutazioni le faremo alla fine dell’emergenza. Ognuno si assumerà le proprie responsabilità e a giudicare saranno gli italiani».

«La bulimia comunicativa genera ansia»

«Io ho una bambina di tre anni e mezzo. Come tutte le mamme spero che possa uscire il prima possibile. Ma questo ce lo devono dire gli esperti», continua la Meloni. «Quello che però è intollerabile è che il governo ti dica un giorno di si, un giorno di no. Un giorno puoi portare il bambino e ungiorno non lo puoi portare. Questa confusione, questa bulimia comunicativa genera maggiore ansia e insoddisfazione nei cittadini. Servono iniziative decise e comunicazioni chiare. È esattamente quello che è mancato dall’inizio di questa vicenda».

«Qualcuno spera di metterci in ginocchio»

«Purtroppo l’Europa ha dimostrato non solo di non esistere in questa fase ma anche qualcosa di peggio. E cioè che ci sono Nazioni all’interno dell’Unione europea che comandano e hanno tentato di approfittare della crisi. C’è stata una banca tedesca a partecipazione statale che ha invitato i suoi risparmiatori a vendere i titoli di Stato italiani. Qualcuno spera di metterci in ginocchio», dice ancora la leader di FdI. «Vuole venire a fare acquisizioni a basso costo a casa nostra. Non è l’Europa della solidarietà ma è l’Europa che ha aspettato il terremoto a casa nostra per poi venire a rovistare nelle macerie e fregarsi l’argenteria».

Meloni e la proposta dei 1000 euro

«Abbiamo il serio problema di centinaia di migliaia di persone che fino a ieri lavoravano e si guadagnavano da vivere, senza chiedere niente allo Stato. Oggi non sanno come fare la spesa, perché con un decreto lo Stato ha chiuso le loro attività», conclude Giorgia Meloni. «Il governo ha immaginato cassa integrazione e contributo per gli autonomi ma non è in grado di dire quando verranno pagati questi soldi. Io dico: gli italiani che hanno bisogno devono poter chiedere 1000 euro allo Stato italiano secondo determinati criteri»