La figuraccia dell’Inps sui 600 euro: i siti porno offrono il loro aiuto allo Stato

La figuraccia dell’Inps sui 600 euro: i siti porno offrono il loro aiuto allo Stato

2 Aprile 2020 0 Di direzione

La prima giornata del “click day” per i 600 euro da richiedere tramite il portale dell’Inps, è finita in barzelletta. I responsanbili dell’Istituto di previdenza che accusavano gli hacker di aver paralizzato le attività. Gli hacker che rispondevano ironicamente: “No, grazie, avete fatto tutto da soli…”. In serata, la beffa finale. Uno dei più importanti portali free del porno web, Pornahub, s’è fatto beffa dell’Inps. “Vorremmo offrirvi aiuto per potenziare il vostro sito grazie ai nostri server, contattateci”.

Ironia, certo, ma pesante e purtroppo giustificata, alla luce del caos di ieri

L’Inps corre ai ripari

Da oggi ”l’accesso ai servizi telematici dell’Inps è contingentato”. Lo comunica l’Istituto di previdenza sul
sito internet. Dalle ore 8,00 alle ore 16,00 i servizi saranno disponibili per patronati e intermediari abilitati, che potranno operare secondo le consuete modalità di accesso. Mentre dalle ore 16,00 alle ore 8,00 i servizi saranno disponibili per i cittadini, che potranno operare utilizzando le credenziali di accesso attualmente disponibili.

Altra novità: l’Inps ha abilitato l’accesso per le domande sui bonus vari dedicandolo, dalle 8 di questa mattina alle 16, ai cosiddetti ‘intermediari’ (patronati, professionisti, associazioni d’impresa e tutti coloro che sono accreditati nel rappresentare i cittadini nell’inoltro della domanda); dalle 16 in poi ai cittadini singoli.
Novità che indica un’ammissione di sottovalutazione dell’impatto quantitativo delle domande individuali .

Il mea culpa di Loy

Il presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Inps, Guglielmo Loy, ospite di 24 Mattino su Radio 24, ha spiegato. “Non avendo fatto campagna adeguata a sostegno degli intermediari -aggiunge Loy – ci si è ritrovati centinaia di migliaia di persone che individualmente hanno cercato di entrare, anche questa può essere una
causa del sovraccarico. L’Inps fa una parziale marcia indietro e dice: ok prima facciamo lavorare gli intermediari e poi apriamo a singolo cittadini”