Il racconto da Wuhan: “Dopo due mesi abbiamo due ore d’aria al giorno col timer”

Il racconto da Wuhan: “Dopo due mesi abbiamo due ore d’aria al giorno col timer”

1 Aprile 2020 0 Di direzione

Il manager vicentino che vive a Wuhan: “La gente sta cominciando a tirare un sospiro di sollievo. Vi suggerisco di stringere un altro po’ i denti”

Giorno dopo giorno, Wuhan sta tornando alla normalità. La megalopoli dove abitano circa 11 milioni di persone da cui è partita la pandemia è stata messa in quarantena dallo scorso 23 gennaio.

Le restrizioni imposte per limitare il contagio da coronavirus termineranno solo l’8 aprile, ma fin da ora le attività stanno riprendendo in modo graduale. “In questi giorni hanno ripreso a circolare gli autobus, a funzionare alcune linee della metropolitana, a produrre le aziende che sono autorizzate. Ma bisognerà aspettare l’8 aprile perché riaprano la stazione dei treni e l’aeroporto per i voli interni”. A parlare è il vicentino Lorenzo Mastrotto che da anni abita a Wuhan con la moglie e i loro due figli. Il manager vive a poche centinaia di metri dal mercato della città e  ha raccontato il lento ritorno alla normalità. “È stata lunga e dura, ma finalmente ne stiamo uscendo. Per questo dovete pazientare ancora un po’ e poi tornerete a sorridere anche voi”, ha dichiarato.

“All’inizio abbiamo provato paura e preoccupazione, ma poi ci siamo adattati, direi quasi rassegnati – ha raccontato l’uomo -. Fino al 20 febbraio eravamo obbligati a stare in casa, ma ancora potevamo uscire per fare la spesa, dopodiché sono state possibili solo le consegne a domicilio”. Il manager ha spiegato che del virus non sapevano niente e che la famiglia ha iniziato fin da subito a prendere tutte le precauzioni del caso. “Portavamo sempre la mascherina, proteggevamo gli occhi, indossavamo scarpe e vestiti vecchi, in modo da poterli buttare. Ma anche adesso ci è rimasta l’abitudine di evitare l’infezione. La scorsa settimana ci hanno mandato un parrucchiere davanti al palazzo, per consentirci di tagliarci i capelli. Appena rientrati, abbiamo disinfettato suole, chiavi, cellulari”.

La moglie del 47enne ha ripreso gradualmente ad andare a lavoro. “È accompagnata da un autista autorizzato – ha spiegato il manager -. In ufficio sono in dieci e vanno a turni portandosi da casa la ciotola di riso da scaldare perché non possono uscire in pausa pranzo. Del resto bar e ristoranti sono tuttora chiusi, i negozi di alimentari stanno riaprendo ma non permettono l’ingresso”. Per poter andare a fare la spesa, è necessario ottenere “un certificato che attesta la sana e robusta costituzione dopo due mesi di isolamento domiciliare, perché anche qui c’è il problema degli asintomatici. In questo modo il codice QR sul telefonino diventa verde e si può uscire massimo due ore al giorno, per andare al market. Ci mettiamo in coda, consegniamo la lista all’addetto che sta sulla porta, riceviamo la spesa e torniamo a casa”.

A Wuhan si inizia lentamente a tornare alla normalità. Per sette giorni consecutivi, la città non ha riportato casi di infezione a livello locale. Ieri però le autorità sanitarie locali hanno registrato il primo caso importato da un cittadino rientrato dalla Gran Bretagna. “La gente sta cominciando a tirare un sospiro di sollievo, anche se non è finita, considerando peraltro che la crisi economica morderà un Paese pur giovane come la Cina – ha continuato il 47enne -. Dobbiamo stare ancora molto in casa, il che a Wuhan significa isolarsi in un appartamento, non in una casetta con giardino come fortunatamente succede spesso in Veneto”.

Infine il consiglio: “Vi suggerisco di stringere un altro po’ i denti. Se tutto procede come a Wuhan, fra sette-dieci giorni potrete cominciare a vedere uno spiraglio. Poi vi ci vorrà un altro mesetto, ma vedrete calare drasticamente i numeri e vi darete coraggio. Com’è successo a noi”.