Siamo pronti a fare da soli. Ultimatum di Conte all’Ue: “Dieci giorni per battere un colpo e trovare una soluzione adeguata alla grave emergenza che tutti i Paesi stanno vivendo”

Siamo pronti a fare da soli. Ultimatum di Conte all’Ue: “Dieci giorni per battere un colpo e trovare una soluzione adeguata alla grave emergenza che tutti i Paesi stanno vivendo”

26 Marzo 2020 5 Di direzione

Il premier Giuseppe Conte dà 10 giorni all’Europa “per battere un colpo e trovare una soluzione adeguata alla grave emergenza che tutti i Paesi stanno vivendo”. E’ quanto hanno riferito fonti di Palazzo Chigi durante il Consiglio Europeo in videoconferenza. Il presidente del Consiglio ha ringraziato per il lavoro fatto ma non accetta il draft preparato nonostante gli sherpa italiani avessero ottenuto quasi tutto, compresa l’eliminazione di qualsiasi riferimento al Mes. Il premier, secondo quanto si apprende, ha chiarito che nessuno pensa a una mutualizzazione del debito pubblico. Ciascun Paese risponde per il proprio debito pubblico e continuerà a risponderne. L’Italia ha le carte in regola con l finanza pubblica: “il 2019 – ha spiegato il premier – l’abbiamo chiuso con un rapporto deficit/Pil di 1.6 anziché 2.2 come programmato. Qui si tratta di reagire con strumenti finanziari innovativi e realmente adeguati a reagire a una guerra che dobbiamo combattere insieme per vincerla quanto più rapidamente possibile”.

Secondo Conte “una risposta forte ed adeguata la dobbiamo ai nostri cittadini e in definitiva alla stessa Europa. Che diremo ai nostri cittadini se l’Europa non si dimostra capace di una reazione unitaria, forte e coesa di fronte a uno shock imprevedibile e simmetrico di questa portata epocale?”. “Come si può pensare – ha aggiunto il presidente del Consiglio – che siano adeguati a questo shock simmetrico di così devastante impatto strumenti elaborati in passato, che sono stati costruiti per intervenire in caso di shock asimmetrici con riguardo a tensioni finanziarie riguardanti singoli Paesi? Se qualcuno dovesse pensare a meccanismi di protezione personalizzati elaborati in passato allora voglio dirlo chiaro – ha aggiunto Conte -: non disturbatevi, ve lo potete tenere, perché l’Italia non ne ha bisogno! Le conseguenze del dopo Covid-19 vanno affrontate non nei prossimi mesi ma domani mattina”. Sempre fonti di Palazzo Chigi sottolineano che “importanti aperture” sono arrivate dal presidente francese Emmanuel Macron, oltre che dai governi di Portogallo, Grecia e Irlanda.

“Siamo stati chiari fin dall’inzio, questo non è un atteggiamento antieuropeo o arrogante. Come governo abbiamo detto ai leader europei che siamo un popolo che ha sempre dato all’Unione Europea, che ha costruito l’Unione Europea, ma come Italia in questo momento stiamo combattendo una guerra contro un nemico invisibile che è il coronavirus e allora è il momento che il popolo italiano venga aiutato”. Ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio al Tg1. “Quando parliamo di aiuto – ha aggiunto – significa spendere tutti i soldi che servono per aiutare imprenditori, famiglie, lavoratori e per poterci rialzare. Non si può affrontare un momento di tale difficoltà utilizzando vecchi strumenti che già non hanno funzionato in passato. Il presidente Conte ha fatto bene a dire che se si vogliono proporre vecchi strumenti allora faremo da soli, perché noi vogliamo garantire tranquillità e futuro al popolo italiano. E’ il momento dell’unità anche per i vaccini. Dobbiamo accelerare il processo con una grande alleanza internazionale. Dovrà essere il vaccino non di pochi, ma di tutti”.