La bancaria: “A lavoro senza guanti né mascherine. Riceviamo diversi clienti anziani”

La bancaria: “A lavoro senza guanti né mascherine. Riceviamo diversi clienti anziani”

25 Marzo 2020 0 Di direzione

Il lamento della dipendente di una grande banca: “L’azienda fa finta di nulla e dà il contentino di sei giorni di ferie a chi lavora in filiale”

“Da più di una settimana lavoriamo a turni, un giorno a casa, uno in filiale”. Inizia così il racconto di Simona (nome di fantasia), che lavora in

una filiale di Milano di una banca, una delle più grandi d’Italia.

Dalle sue parole emerge che, nonostante le apparenze e le rassicurazioni, chi lavora in banca è lasciato allo sbando: “Ad oggi non abbiamo né mascherine né guanti. Il problema è che spesso abbiamo a che fare con clienti anziani, quelli più esposti al coronavirus, che non usano internet e magari devono venire per forza in banca perché hanno la tessera bancomat scaduta, smagnetizzata o perché hanno bisogno di contanti”.

Simona si preoccupa per la sua salute ma anche per quella dei clienti, sa bene che anche un asintomatico può trasmettere il virus. E chi ha contatti con tante persone è come se fosse sul fronte, a combattere una battaglia invisibile. Con poche informazioni e quasi nessuna protezione. “Ci hanno fatto attaccare dei cartelli su alcune sedie su cui c’è scritto che i clienti non devono oltrepassare una certa linea per non avvicinarsi troppo”.

La sua preoccupazione aumenta quando il suo capo un giorno non si presenta a lavoro. “Abbiamo avvertito l’ufficio del Personale e ci hanno detto che un nostro collega aveva avuto un problema in famiglia, ma senza aggiungere di più. Dopo qualche giorno siamo venuti a sapere che era stato a contatto con persone con dei sintomi e che pertanto l’Azienda gli aveva detto di restare a casa. Dopo una settimana – prosegue Simona – il direttore ci fa sapere che alcuni suoi familiari sono positivi al coronavirus e che pertanto doveva restare a casa per sicurezza. Ora siamo preoccupati per i contatti che abbiamo avuto con lui nei giorni scorsi. Però da protocollo non ci sono problemi, dobbiamo continuare a lavorare e venire in filiale”. Il sindacato, contattato, conferma che si deve restare a casa solo se si hanno avuti contatti diretti con un soggetto risultato positivo al virus.

Simona è in ansia anche per suo figlio e i suoi genitori che, pur non essendo molto anziani, rientrano comunque in quella fascia di età considerata più a rischio. A un certo punto ci racconta, con un misto di rabbia e di ironia, di una mail che la sua banca ha inviato a tutti i dipendenti. L’istituto bancario ringrazia tutti i dipendenti e promette loro alcune “giornate di ferie aggiuntive” che potranno utilizzare alla fine dell’emergenza coronavirus. Se non li utilizzeranno tre giorni saranno monetizzati. “Ci daranno il premio se tutto andrà bene – commenta Simona -. Chissà se ci arriveremo, però. Sinceramente preferirei lavorare in tutta sicurezza, per noi, per i nostri cari e per i clienti”.