Coronavirus in Emilia-Romagna: 9.254 casi (+719) e altri 93 morti. “Calo significativo di contagi”

Coronavirus in Emilia-Romagna: 9.254 casi (+719) e altri 93 morti. “Calo significativo di contagi”

25 Marzo 2020 0 Di direzione

I dati regionali. Crescono le guarigioni: altre 135. In terapia intensiva 291 pazienti. Venturi: “Ora più aggressivi a casa. Piacenza vicina al picco, il nuovo fronte è Modena, serve essere rigorosi. Il governo deve tener conto che siamo la seconda regione più colpita, non possiamo andare in affanno” per le dotazioni di sicurezza

BOLOGNA – 9.254 i casidi positività al Coronavirus, 719 in più di ieri. 33.527 i test refertati, 2.327 in più sempre rispetto a ieri. Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi, sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in Emilia-Romagna.

“C’è un decremento molto significativo”, ha spiegato il commissario per l’emergenza coronavirus in regione, Sergio Venturi, durante la diretta Facebook: “Potrebbe essere un’inversione di tendenza”. E per la prima volta, ha spiegato Venturi, “nei dati sui tamponi, i casi negativi sono più di quelli positivi: anche questa è un’inversione di tendenza, e una buona notizia”. Altro aspetto da sottolineare: continuano a salire le guarigioni: “Saremo felici quando i guariti saranno superiori ai decessi, complessivamente. Ci auguriamo accada in fretta”.

Un altro elemento che Venturi vuole sottolineare e che permette di mantenere un seppur timido ottimismo: l’incremento dei contagi di Piacenza, Parma e Reggio Emilia, ovvero le tre province più colpite finora, complessivamente è pari a quello della sola Modena. “Queste tre province sono in una condizione difficile nei loro ospedali: penso che sia un dato positivo se l’infezione si comincia a spegnere. E’ un dato che ha bisogno di conferme ma che è positivo”. Se Piacenza sta per raggiungere il picco (l’incremento dei contagi è del 5%), il nuovo fronte è Modena: “qui abbiamo bisogno di comportamenti rigorosi”. Indicazione che Venturi dà anche per il territorio riminese.

Il commissario ad acta non chiede massima attenzione solo ai cittadini delle zone più colpite, ma anche all’esecutivo. “Bisogna che il governo si renda conto che siamo la seconda regione colpita da coronavirus, abbiamo bisogno che di questo si tenga conto”, dichiara in diretta. “Non possiamo sempre andare in affanno per rendere i nostri operatori e pazienti in sicurezza senza le necessarie scorte di mascherine, camici, visiere”.

L’Emilia-Romagna accelera sulla ricerca di positività in casa, con la possibilità di curare i pazienti direttamente al loro domicilio. La Regione, ha confermato Venturi, ha in mente di preparare un protocollo per giovedì o al massimo venerdì. Obiettivo: “Diventare più aggressivi contro la malattia sviluppata in casa”.

Venturi, infatti, ha spiegato che “dopo aver messo in sicurezza gli ospedali, dobbiamo fare in modo di poter curare al proprio domicilio più pazienti possibile, cogliendoli nella fase sintomatica”, quando, però, “i sintomi non sono ancora diventati pesanti”. Il commissario ha aggiunto che “a Piacenza hanno già cominciato e stanno per iniziare anche a Bologna”. Si tratta, ha concluso, “di medicina d’iniziativa: vogliamo applicarla anche a questo virus, i risultati sono positivi”.

Complessivamente, sono 3.992 le persone in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi (323 in più rispetto a ieri); aumentano di poche unità quelle ricoverate in terapia intensiva, che sono 291, 15 in più rispetto a ieri. Ma crescono purtroppo i decessi, passati da 892 a 985: 93, quindi, quelli nuovi, di cui 66 uomini e 27 donne.Al tempo stesso, continuano a salire le guarigioni, che raggiungono quota 558 (135 in più rispetto a ieri), 125 delle quali riguardano persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione; 10 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi

Per quanto riguarda i decessi, per la maggior parte sono in corso approfondimenti per verificare se fossero presenti patologie pregresse. I nuovdecessi riguardano 30 residenti nella provincia di Piacenza, 20 in quella di Parma, 17in quella di Reggio Emilia, 11 in quella di Modena, 4 in quella di Bologna (nessuno del territorio imolese), 1 in quella di Ferrara, 1 in quella di Ravenna, zero in quella di Forlì-Cesena e 9 in quella di Rimini.
Nel Bolognese i deceduti sono tutti over 80

Questi i casi di positività sul territorio, che invece si riferiscono non alla provincia di residenza ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: Piacenza 1.981 (96 in più rispetto a ieri), Parma 1.435 (71 in più), Reggio Emilia 1.437(68 in più),  Modena 1.354 (199 in più), Bologna 968 (di cui Bologna 776, 124 in più rispetto a ieri, e 192 Imola, 11 in più),  Ferrara 190 (18 in più rispetto a ieri), Ravenna 368 (26 in più), Forlì-Cesena 437 (di cui 211 a Forlì, 35 in più rispetto a ieri, e 226 a Cesena, 22 in più),  Rimini 1.084 (49 in più). 

Bologna – escludendo l’Imolese – ha la media di incremento più alta in regione +19% (a fronte di un +7% nazionale).

Posti letto aggiuntivi già allestiti: 3.915, 154 in più di ieri
Da Piacenza a Rimini, continua senza sosta il lavoro all’interno della rete ospedaliera per attuare il piano di rafforzamento dei posti letto disposto dalla Regione. Da ieri a oggi, sono 154 i posti letto aggiuntivi allestiti per i pazienti colpiti da Coronavirus, che complessivamente passano da 3.761 a 3.915, tra ordinari (3.425, +138) e di terapia intensiva (490, +16).

Nel dettaglio: 595 posti letto a Piacenza (di cui 45 per terapia intensiva), 804 a Parma (63 terapia intensiva), 638 a Reggio (55 terapia intensiva), 467 a Modena (96 terapia intensiva), 577 nell’area metropolitana di Bologna e Imola (117 terapia intensiva), 254 a Ferrara (32 terapia intensiva), 580 in Romagna (in particolare: 233 Rimini, di cui 39 per terapia intensiva; 41 Riccione;113 Ravenna, di cui 12 per terapia intensiva; 56 Lugo, di cui 6 per terapia intensiva; 9 Faenza; 55 Forlì, di cui 8 per terapia intensiva; 73 Cesena, di cui 17 per terapia intensiva.
Per quanto riguarda gli ospedali Covid, si conferma su Parma l’attivazione da parte dell’ospedale Piccole Figlie (ad oggi 25 posti letto Covid attivati sui 30 messi a disposizione) e della casa di cura Val Parma Hospital (ad oggi 22 posti letto Covid attivati sui 36 messi a disposizione). Sempre in provincia di Parma è prevista la prossima attivazione di 20 posti letto da parte della casa di cura Città di Parma. Per la provincia di Modena è attivo l’Ospedale di Comunità di Fanano, riconvertito a struttura Covid. il Già pronti come Covid hospital quello del Delta di Ferrara (92 posti letto aggiuntivi per acuti, 4 subintensivi e 6 intensivi), che si affianca all’hub del Sant’Anna, e – per la Romagna – l’ospedale di Lugo, con 44 posti letto Covid attivati a cui si aggiungerà quello di Riccione che al momento ha attivato 41 posti letto per acuti; entrambi da affiancare agli hub di Rimini, Ravenna e Forlì-Cesena
Sul resto del territorio regionale restano confermate a  Piacenza la Casa di Cura Sant’Antonino e il San Giacomo per complessivi 120 posti letto, l’Ospedale di Comunità di BobbioCastel San Giovanni e Fiorenzuola; a Parma il padiglione Barbieri e il padiglione 26 dell’ospedaleMaggiore (hub)Fidenza e Borgo Taro; a Reggio Emilia, a supportare l’hub Arcispedale Santa Maria Nuova in città, oltre a Guastalla si è aggiunto Scandiano; a Modena opera come hub il Policlinico (Baggiovara dà supporto sia per l’area intensiva che per i pazienti in fase acuta) e sono pronti Carpi (dove è già attiva per pazienti Covid anche la Terapia Intensiva con 15 posti letto), Mirandola e Sassuolo; a Bologna, nell’hub del Sant’Orsola, è entrato in funzione il padiglione Covid, il 25, oltre al Bellaria, già Covid hospital che funzionerà come tale anche per l’imolese.