Fai ricorso dalla quarantena. E il giudice ti fa uscire per le sigarette…

Fai ricorso dalla quarantena. E il giudice ti fa uscire per le sigarette…

24 Marzo 2020 0 Di direzione

Vuoi uscire di casa, anche se in quarantena, la chiave c’è ed è un bel ricorso… E così scopriamo pure la giustizia al tempo del coronavirus. Quella che se ne frega delle privazioni di tutti. Che scardina le norme. Abbatte le restrizioni. La sigaretta che non si nega al condannato a morte, figurati se al recluso da quarantena.

Succede al Tar della Campania ed è il ministro Bonafede che deve spiegare alla pubblica opinione se è normale che con decine di milioni di italiani chiusi dentro casa sia sufficiente un ricorso al TAR per uscire senza problemi nonostante gli obblighi sanitari

Ricorso dalla quarantena

Fa l’avvocato il tizio in questione, ed è indubbiamente bravo. Non facciamo nomi per non beccarci qualche querela temeraria, ma fa strabuzzare gli occhi quanto abbiamo letto che…

Un signore che stava in quarantena – o perché positivo, o perché aveva contattato un positivo o perché di rientro dal nord – ha deciso di andare a lavorare e a comprare le sigarette. E ha fatto ricorso al TAR.

Presidente Conte, bisogna far preparare da Rocco Casalino un’altra diretta facebook per informare i magistrati che così si sabotano le norme decise in nome della salute pubblica. E magari mobiliti l’avvocatura dello Stato. Perché se torna a prendere piede la moda di smontare in tribunale i decreti che si sfornano, il coronavirus si affeziona all’Italia e non si toglie più dai piedi.

Se il fumo dell’individuo diventa un diritto prevalente rispetto alla salute di tutti si cancella ogni ragionamento sulle “rinunce” che dobbiamo fare. Si badi bene: non quella a fumare, ognuno potrà farlo se proprio non ne riesce a fare a meno. Ma violare la quarantena per questo motivo e trovare un magistrato che ti dà ragione fa accapponare la pelle. Sceriffo De Luca, governatore intrepido della Campania, ora che farai, bombarderai il Tar?

Non è finita. Il fumatore di Casal di Principe era stato beccato dai carabinieri una settimana fa, il 17 marzo. E doveva starsene in casa fino al primo aprile.


Un signore che stava in quarantena – o perché positivo, o perché aveva contattato un positivo o perché di rientro dal nord – ha deciso di andare a lavorare e a comprare le sigarette. E ha fatto ricorso al TAR.

Presidente Conte, bisogna far preparare da Rocco Casalino un’altra diretta facebook per informare i magistrati che così si sabotano le norme decise in nome della salute pubblica. E magari mobiliti l’avvocatura dello Stato. Perché se torna a prendere piede la moda di smontare in tribunale i decreti che si sfornano, il coronavirus si affeziona all’Italia e non si toglie più dai piedi.

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Se il fumo dell’individuo diventa un diritto prevalente rispetto alla salute di tutti si cancella ogni ragionamento sulle “rinunce” che dobbiamo fare. Si badi bene: non quella a fumare, ognuno potrà farlo se proprio non ne riesce a fare a meno. Ma violare la quarantena per questo motivo e trovare un magistrato che ti dà ragione fa accapponare la pelle. Sceriffo De Luca, governatore intrepido della Campania, ora che farai, bombarderai il Tar?

Non è finita. Il fumatore di Casal di Principe era stato beccato dai carabinieri una settimana fa, il 17 marzo. E doveva starsene in casa fino al primo aprile.

Stop giustizia ovunque ma non a Caserta

Ma, incredibile, il giorno dopo è riuscito a depositare il ricorso e mentre la giustizia di tutta Italia è paralizzata dal coronavirus, l’unico Tar che va avanti anche oltre le urgenze a cui sono destinate in questo momento e dappertutto le udienze, è quello di Caserta… In 48 ore la sentenza – racconta il cronista del luogo – “accoglie l’istanza e per l’effetto sospende l’atto di diffida e la messa in quarantena».

Saranno sicuramente dotte le motivazioni della sentenza e impeccabili in punta di diritto. Ma a quel magistrato non è venuto il dubbio che se l’avvocato sta in quarantena non è per uno sfizio ma perché c’è qualche rischio?

L’avvocato del popolo che sta a palazzo Chigi ha scritto male le norme? Oppure siamo tutti babbei noi che non fumiamo (più) e però ce ne stiamo rintanati in casa per tentare di contribuire nel nostro piccolo a far passare questa maledizione?

Non vogliamo essere arroganti nei confronti del presidente del Consiglio. Ma semplicemente p-r-e-t-e-n-d-i-a-m-o  una spiegazione chiara ed esauriente sull’accaduto. Perché abbiamo capito come si comincia, non osiamo immaginare come finirà